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La politica Uk: un palcoscenico shakespeariano

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La politica Uk: un palcoscenico shakespeariano

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24 giugno, il giorno in cui il Regno Unito decise di divorziare dall’Europa. Ovvero l’inizio dell’implosione della classe politica britannica. Un dramma dai contorni shakespeariani, con tanto di colpi di scena e tradimenti.

Il prologo: la campagna per la Brexit. Protagonisti: Boris Johnson, indomabile ex sindaco di Londra, dall’eloquio ribelle come la sua zazzera; e, a estrarre il metodo dalla sua follia, il suo ex compagno di università Michael Gove, ministro della giustizia di David Cameron. Il dream team sale lancia in resta in sella al pullman della campagna allo scopo di riunire il regno disunito e mostrare a tutti che dai tempi di Amleto il marcio dalla Danimarca si è esteso al resto d’Europa.

Primo colpo di scena: i due condottieri hanno la meglio, e al perdente Cameron non resta che cedere lo scettro, con queste parole: “Il popolo britannico ha preso la decisione molto chiara di prendere una strada diversa. Non penso sia giusto che io cerchi di essere il capitano che guida il nostro paese alla prossima destinazione”.

Nulla sembrerebbe porsi fra Johnson e le sue ambizioni di mettersi alla guida del paese. Intanto Gove giura fedeltà al favorito alla corsa per il dieci di Downing Street. E Johnson si fida…

Cherchez la femme: È la moglie dello stesso Gove, la giornalista Sarah Vine, a scatenare il dramma nella corsa alla carica più ambita. Una sua email al marito diventa in qualche modo di dominio pubblico. Il testo sembra mettere in dubbio che Johnson abbia il sostegno necessario.

“Devo dirvi, amici, che dopo aver consultato i miei colleghi, ho concluso che la persona che si candiderà a premier non posso essere io”: è così che Johnson, a sorpresa, reagisce al tradimento: rinunciando a proseguire la lotta per quello scettro che per tutti era già suo.

Ma quello che appare come un incrocio fra un dramma shakespeariano, Game of Thrones e House of Cards sta succedendo davvero. Il Regno Unito si trova attualmente senza un leader con un’idea chiara di come traghettare il paese verso la Brexit.

A peggiorare le cose, la guerra intestina dei laburisti che hanno sfiduciato il leader Jeremy Corbyn, un euroscettico che ha sostenuto un tiepidissimo remain, e che però resta al suo posto appoggiato dalla base.

L’epilogo, insomma, resta ancora tutto da scrivere.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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