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Barriere galleggianti per ripulire gli oceani

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Barriere galleggianti per ripulire gli oceani

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Gli ambientalisti hanno tirato l’allarme per le migliaia di tonnellate di spazzature che galleggiano negli oceani e uccidono la fauna marina.

Una piccola risorsa appare nel Mare del Nord dove una società olandese (Ocean Cleanup) sta testando un sistema di barriere galleggianti che possono fungere da spazzini del mare.

Boyan Slat, fondatore di Ocean Cleanup: “Il sistema comprende queste lunghe barriere galleggianti – come si nota qui – che permettono di raccogliere la plastica, ma dispongono anche di sistemi di ormeggio che le confinano ed altri accorgimenti per la raccolta ripulendo cosi’ l’oceano”.

Il prototipo a V di 100 metri della barriera, è una specie di collana di salsicce testata anche in condizioni avverse nel Mare del nord.

Boyan Slat: “In passato si pensava di ripulire l’oceano con imbarcazioni dalle grandi reti che andavano a caccia della spazzatura ma il risultato era di danneggiare ancora la fauna marina con costi notevoli oltre al fatto che ci vorrebbero migliaia di anni per raggiungere dei risultati”.

Naturalmente la barriera può solo raccogliere la plastica galleggiante che è una parte delle migliaia di tonnellate di rifiuti presenti negli oceani.

Nina van Toulon, della Indonesian Platform for Prevention and Management of Waste: “L’ 80% di tutti i rifiuti in mare proviene da fonti terrestri. Quindi questo prototipo, ovviamente, risolve una parte del problema ma se si vuole veramente affrontare la questione bisogna partire dalla terra”.

Questa tecnologia potrebbe essere dispiegata nel 2020 e secondo le stime in 10 anni potrebbe rimuovere la metà del pattume oceanico, soprattutto nel Pacifico del nord dove, per via delle correnti, si concentrano molti dei riufiuti dei mari.

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