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Brexit: guerra di parole al parlamento europeo

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Brexit: guerra di parole al parlamento europeo

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Il generale prussiano von Clausewitz diceva che la guerra non è altro che la continuazione della politica con altri mezzi. Anche la politica e le sue parole però, possono essere atti di guerra.

Il campo di battaglia in questo caso è stato il parlamento europeo dove i deputati se le sono date di santa ragione. A livello dialettico, sia chiaro.

Così il leader dei liberaldemocratici, Guy Verhostadt rivolto a Nigel Farage: “Quello che fa più male a me e agli altri leader qui in sala è stata la campagna assolutamente negativa, con i manifesti di Farage che mostravano i rifugiati come nella propaganda nazista”.

Farage ha risposto alle provocazioni affermando: “Quando sono arrivato qui 17 anni fa con il progetto di portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea avete riso di me. Adesso non ridete più, eh?”

Come se non bastasse Farage ha offeso l’intera aula affermando: “So che in pratica nessuno di voi ha mai avuto un vero lavoro in vita sua, o abbia lavorato negli affari, nel commercio o che abbia mai creato un lavoro”.

Troppo anche per il seppur mite presidente della commissione europea Juncker: “Il signor Farage mi è molto simpatico. Abbiamo un senso dell’umorismo abbastanza simile. Ce l’ha Lei, ce l’ho io. La cosa che mi spiace è il fatto che vi dovrò rinunciare perché non tornerà”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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