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Corea del Nord: primo successo per il missile Musudan

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Corea del Nord: primo successo per il missile Musudan

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La Corea del Nord celebra oggi il primo test riuscito del suo missile a medio raggio, il Musudan, una rielaborazione nordcoreana dell’SS-N-6, o Rb-27, sovietico. Un successo solo parziale, precisano i servizi sud-coreani, perché di due missili lanciati a due ore di distanza uno è esploso dopo 150 km, l’altro ha superato i 400, ma ne servono 500 per considerare pienamente riuscito il test.

Quanto basta, comunque, per innervosire il vicino giapponese:
“Il lancio odierno, come quelli di missili balistici in passato, è una chiara violazione della risoluzione delle Nazioni Unite. Non possiamo permetterlo, e ho già inviato una forte protesta”, dice il premier nipponico.

Washington aveva già reagito prima del test, quando era stato rilevato lo spostamento del missile sulla costa orientale.

“Sarebbe un’ennesima provocazione”, diceva un portavoce del Pentagono. Termine usato anche successivamente da un portavoce del Dipartimento di Stato USA, che ha preannunciato di voler riportare la questione alle Nazioni Unite.

Il Musudan preoccupa la comunità internazionale perché ha una gittata teorica fino a 4.000 Km, e può raggiungere, oltre a Giappone e Corea del Sud, alcune basi militari statunitensi fino all’isola di Guam, e secondo Pyongyang anche l’Alaska. La sua vera efficacia resta un’incognita: i test, a partire dallo scorso aprile in occasione del compleanno del fondatore della Corea del Nord Kim Il-Sung, sono stati sei, finora tutti falliti. Tranne l’ultimo.

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