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Un cervello in 3D: la tecnologia olografica al servizio della neurochirurgia

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Un cervello in 3D: la tecnologia olografica al servizio della neurochirurgia

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Poter vedere il proprio cervello in tre dimensioni: sarà presto possibile, secondo gli scienziati di Holoxica, una compagnia di Edimburgo specializzata in tecnologia olografica.

I ricercatori sono riusciti infatti a realizzare un ologramma in 3D delle fibre nervose che costituiscono un cervello umano.

Basil Ridha è neurochirurgo all’Ospedale nazionale di neurologia e neurochirurgia di Londra: “In caso di degenerazione, o di infiammazione cerebrale, o di ictus, – spiega – è possibile visualizzare tutti questi elementi e vedere che impatto hanno sulle strutture circostanti, quindi il cervello ora non è solo il luogo di una lesione, ma è importante capire quali reti attraversano una certa area. Ad esempio, a volte vogliamo conoscere le vie visive coinvolte in una lesione particolare”.

Il progetto ha visto la luce grazie ai finanziamenti dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione.

Secondo il dottor Ridha, gli ologrammi potrebbero dimostrarsi uno strumento utile nella formazione dei medici: “Il cervello è una struttura tridimensionale così complessa da essere molto difficile da descrivere, o comprenderne appieno le connessioni. Quindi poterlo vedere in 3D può rappresentare una scorciatoia e rafforzare il processo di apprendimento”.

I ricercatori, che intendono adattare i loro schermi olografici alle macchine esistenti come ad esempio quelle per la risonanza magnetica, sostengono che l’uso degli ologrammi avrà un profondo impatto sulle scienze mediche, consentendo di identificare, diagnosticare e curare un’ampia gamma di disturbi neurologici.

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