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Muhammad Ali, morto per shock setticemico

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Muhammad Ali, morto per shock setticemico

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Il funerale pubblico di Mohammad Ali sarà celebrato venerdì a Louisville, città natale dell’ex campione del mondo dei pesi massimi morto venerdì a 74 anni in ospedale a Phoenix.

La città del Kentucky onorerà “The Greatest” con una solenne processione.

La causa della morte è stata uno shock setticemico dovuto a cause naturali non specificate, ha detto un portavoce della famiglia.

Bob Gunnel, protavoce della famiglia Ali: “La straordinaria carriera di Muhammad racchiudeva solo metà della sua vita, l’altra metà era impegnata a condividere un messaggio di pace e d’integrazione con il mondo. Secondo le sue volontà il funerale rifletterà tali principi e sarà una festa aperta a tutti.”

La morte di Muhammad Ali ha scatenato in tutto il mondo manifestazioni di affetto e di ammirazione per una delle figure più emblematiche del XX secolo.

Il pugile soffriva da 30 anni del morbo di Parkinson.

Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti: “Si oppose alla guerra del Vietnam. Prese decisioni e visse di conseguenza, non ha mai smesso di essere un americano anche quando divenne cittadino del mondo e fonte di ispirazione per molte persone ovunque”.

Ali fu molto più di uno sportivo. Parlò negli anni 60 con coraggio contro il razzismo e contro la guerra del Vietnam.

Di lui rimarrà il ricordo di due match straordinari: “Rumble in the Jungle” con George Foreman, dove riconquistò i titoli persi sette anni prima e “Thrilla in Manila”, ultimo incontro con Joe Frazier, in cui mise in palio il suo titolo mondiale per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte.

Senza dimenticare il suo grande match della vita.

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