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Inondazioni: coordinare i soccorsi dal cielo

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Inondazioni: coordinare i soccorsi dal cielo

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I danni maggiori, in caso di inondazioni, li fa il tempo: se nelle zone alpine i corsi d’acqua hanno dimensioni più ridotte ma i fenomeni sono più rapidi, le esondazioni dei grandi fiumi si possono monitorare, e i danni stimare con maggiore rapidità e precisione. Un sistema fondamentale per questo è Copernicus, un programma europeo che raccoglie i dati dei propri satelliti e li elabora con quelli raccolti dagli operatori sul posto.

“Le immagini satellitari, rispetto a quelle prese dagli aerei, elicotteri o droni, hanno il vantaggio di coprire zone molto più ampie – dice Stephanie Battiston, esperta del SERTIT dell’Università di Strasburgo -: per la Francia, riusciamo a coprire il bacino del fiume Loing nella totalità. E se lo monitoriamo per diversi giorni, possiamo avere una visione d’insieme giorno per giorno”.

È il SERTIT a realizzare le mappature sulle base dei dati inviati da Copernicus, e saranno poi mappe fondamentali, per esempio, per decidere dove e quando inviare i soccorsi d’emergenza.

“Cerchiamo di fornire ogni giorno le mappe in funzione della rischiesta degli utilizzatori. Questo permette loro non solo di dimensionare le squadre di soccorso necessarie sul campo, ma anche di sapere esattamente dove inviarle e con quali priorità”.

Il servizio di gestione dell’emergenza di Copernicus è stato avviato in occasione delle inondazioni di questi giorni, in particolare per la Baviera e alcune zone del Belgio e della Francia. L’attivazione avviene su richiesta dei centri di coordinamento dei soccorsi nei singoli Paesi, e le mappe richieste necessitano poi una trentina d’ore per l’elaborazione.

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