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Golf mondiale preferisce Messico a Trump, "spero abbiano assicurazione sui sequestri"

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Golf mondiale preferisce Messico a Trump, "spero abbiano assicurazione sui sequestri"

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Il golf mondiale preferisce il Messico a Donald Trump. A partire dall’anno prossimo, il Pga tour, l’organizzazione che gestisce il golf negli Stati Uniti, sposterà la prima tappa della kermesse dal resort Doral di Miami, proprietà di Trump, a Città del Messico.

Il magnate statunitense non l’ha presa benissimo: “Hanno spostato il PGA tour, i campionati del mondo di golf, da Miami, dove sono furiosi, a Città del Messico. Non va bene. Ma, gente, tutto sarà risolto. Votate per Donald Trump come Presidente e se diventerò il vostro Presidente, fermeremo questa genere di cose”.

“Spero abbiano una buona assicurazione contro i sequestri”, ha scherzato nel suo solito stile, il candidato repubblicano.

Per Trump si tratta di una decisione motivata politicamente e che fa il verso alla sua proposta di costruire un muro al confine tra Stati Uniti e Messico per fermare gli immigrati.

Ma l’organizzazione si difende: “Dal punto di vista del golf non abbiamo problemi con Donald Trump. Dal punto di vista politico siamo neutrali – dice Timothy W. Finchem, commissario del Pga Tour – Il Tour non è mai stato coinvolto e se ne frega di essere coinvolto nelle elezioni presidenziali. Sono stato coinvolto in una campagna presidenziale, ma era più di 30 anni fa . E questa non è una decisione politica”.

La politica toglie, la politica dà. Grazie alla sua popolarità, infatti, Trump ha già trasformato in un evento l’inaugurazione del suo golf club in Scozia, il golf Trump Turnburry, a ovest di Glasgow. Per una stanza occorrono 9mila euro a notte, a persona.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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