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Crimea: anniversario deportazione tatari guadagna visibilità grazie allo Eurovision Song Contest

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Crimea: anniversario deportazione tatari guadagna visibilità grazie allo Eurovision Song Contest

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Il 18 maggio del 1944 iniziava la deportazione dei tatari dalla Crimea ordinata da Stalin. 72 anni dopo, l’anniversario è carico di connotazioni politiche dopo l’annessione della penisola da parte della Russia.

Vietate le celebrazioni in Crimea, sono state numerose le manifestazioni in Ucraina. E da Kiev, il presidente Petro Poroshenko attacca Mosca: “L’Ucraina e il mondo non possono permettere la ripetizione della tragedia dei tatari di Crimea – ha detto il capo dello Stato – La Crimea era, è, e sarà parte dell’Ucraina. E un paese criminale sarà obbligato a restituire ciò che ci è stato rubato”.

Piazza Maidan, simbolo della rivolta proeuropea, torna a riempirsi anche grazie alla vittoria, allo Eurovision Song Contest, di una cantate tatara con un brano proprio sulla deportazione.

“Jamala ha vinto lo Eurovision e ha consegnato all’Europa e al mondo il suo messaggio – sostiene Hanna Islamova, una tatara di Crimea – La sua vittoria dimostra che l’Europa ci sostiene”.

Nello spazio di tre giorni oltre 200.000 tatari furono messi sui treni e spediti in Asia centrale, accusati di aver collaborato con i nazisti. Quasi la metà di loro morì durante il viaggio. I tatari poterono fare ritorno in Crimea solo nel 1980.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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