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Scandalo doping a Sochi 2014: forse i test saranno ripetuti

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Scandalo doping a Sochi 2014: forse i test saranno ripetuti

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Un maxiscandalo rischia di travolgere il mondo dello sport russo. L’ex capo dell’agenzia anti-doping di Mosca ha rivelato di aver partecipato a un vasto piano per truccare i risultati degli atleti russi alle Olimpiadi invernali di Sochi nel 2014.

Prodotti dopanti – afferma Grigory Rodchenkov – sono stati forniti ad almeno 15 vincitori di medaglie e i loro campioni di urina sono stati sostituiti con altri che non presentavano tracce di sostanze proibite.

Il Comitato olimpico internazionale ha chiesto un’indagine da parte dell’Agenzia anti-doping mondiale.

Il direttore di quest’ultima, Sir Craig Reedie, ipotizza di compiere nuovi test sui campioni. “Quando qualcuno imbroglia – dice – e soprattutto in maniera istituzionalizzata, che si tratti di una disciplina sportiva o di un Paese, è estremamente irritante. Ma non basta esprimere sono irritazione, è meglio che facciamo qualcosa.”

La storia è stata portata alla luce dal New York Times, secondo cui Grigory Rodchenkov, direttore del laboratorio anti-doping di Mosca dal 2005 al 2015, ha affermato che anche l’intelligence russa era coinvolta nel piano e ha contribuito a creare un laboratorio parallelo segreto a Sochi.

Il ministro dello sport di Mosca, Vitaly Mutko, ha affermato che le accuse sono “la continuazione delle campagne contro lo sport russo”.
Smentite arrivano anche da due degli atleti accusati, lo sciatore Alexander Legkov e il campione di bob Alexander Zubkov.

Rodchenkov afferma di essere stato costretto alle dimissioni e di essere fuggito a Los Angeles dopo la morte sospetta di due suoi colleghi a febbraio.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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