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Ucraina: la lunga strada verso il vertice di Berlino

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Ucraina: la lunga strada verso il vertice di Berlino

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La guerra che da due anni oppone l’esercito ucraino ai ribelli filo-russi ha fatto più di 9 mila morti e oltre un milione e mezzo di sfollati.

Tutto inizia nel novembre 2013 con la decisione del presidente filorusso Viktor Ianukovich di congelare la firma del partenariato fra Ucraina ed Europa. Una decisione che infiamma le piazze in tutto il paese. Negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nel febbraio 2014 a Kiev muoiono più di cento persone.

Con il palazzo presidenziale assediato dagli oppositori che chiedono le dimissioni di Ianukovich, il presidente si dà alla fuga.

Viene allora istituito un governo a interim, non riconosciuto dalla Russia. Vladimir Putin denuncia il colpo di stato e non esclude, se necessario, di ricorrere alla forza per rovesciarlo.

Mosca prende il controllo della penisola di Crimea, che in un referendum vota a favore dell’autodeterminazione, facendo emuli fra i pro-russi altrove. Consultazioni analoghe vengono organizzate nelle zone dell’est vicine alla frontiera, a Lugansk e Donetsk.

Petro Poroshenko, eletto presidente dell’Ucraina il 25 maggio, interviene immediatamente per scongiurare l’annessione russa delle due autoproclamate repubbliche. Gli scontri si intensificano. Fra i luoghi contesi, la cittadina di Sloviansk, riconquistata il 5 luglio dalle forze governative dopo pesanti bombardamenti, e l’aeroporto di Donetsk.

Il 17 luglio il volo MH17 della Malayisa Airlines che collega Amsterdam e Kuala Lumpur viene abbattuto da un missile mentre sorvola la zona est dell’Ucraina. Tutte morte le 298 persone a bordo.

L’Occidente decide nuove sanzioni contro la Russia e allo stesso tempo intensifica gli sforzi per trovare un terreno d’intesa fra Putin e Poroshenko. Un primo cessate il fuoco viene negoziato nel settembre 2014 a Minsk, in Bielorussia, ma non sarà rispettato. Cinque mesi dopo si trova un nuovo compromesso, Minsk 2, ma anche questo viene ripetutamente violato.

A oltre un anno dalla firma dell’accordo, i combattimenti si sono sì ridotti, ma la pace in Ucraina resta ancora un lontano miraggio.

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