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Legali e letali. Le nuove droghe che uccidono, sfuggendo alla repressione

La denominazione ufficiale è nuove sostanze psicoattive, ma le si conosce soprattutto sotto la fuorviante definizione di “droghe legali”. Legali in

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Legali e letali. Le nuove droghe che uccidono, sfuggendo alla repressione

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La denominazione ufficiale è nuove sostanze psicoattive, ma le si conosce soprattutto sotto la fuorviante definizione di “droghe legali”. Legali in quanto frutto di sempre nuove sintesi e composizioni, che evolvono e si moltiplicano troppo rapidamente perché la legislazione contro gli stupefacenti possa classificarle.

Cifre e voci che abbiamo raccolto in Irlanda e Regno Unito schizzano però un fenomeno allarmante: di “droghe legali” si muore. E anche quando non si muore, gli effetti sono devastanti.

Natura, rischi e breve storia delle “nuove sostanze psicoattive”. Le risposte in un video.



Storia di Adele

“Impossibile descrivere come ci si senta – ci dice Adele Wallace -. Seppellire tuo figlio a 17 anni, per qualcosa di così a buon mercato, ma in grado di uccidere”. La incontriamo nella sua abitazione di Belfast. È non lontano da qui, che lo scorso anno suo figlio Adam è stato trovato morto dopo aver assunto una cosiddetta “droga legale”. “Mi sono accorta che Adam prendeva quella roba circa un anno e mezzo prima della sua morte – ci racconta -. Ne teneva un pacchetto in camera, sotto il cuscino. Nella sua stanza c’era del vomito ovunque: sul letto, sul pavimento. Per me è stato uno shock, una presa di coscienza lacerante: ho dovuto arrendermi all’evidenza che mio figlio prendeva droghe, di cui non sapevo assolutamente nulla”.


La battaglia per i giovani di una madre coraggio

Se il figlio di Adele ha potuto procurarsi facilmente queste droghe è perché a Belfast – come nel resto del Regno Unito -, sono ancora legali. La vendita avviene in appositi negozi, ma sempre più anche su internet. Un pericolo contro cui Adele prova ora a mettere in guardia le nuove generazioni. “Ho preso un grammo e mezzo di zucchero a velo – ci dice, mostrandoci una bustina -. L’ho scelto apposta in quanto sostanza del tutto inoffensiva. Si tratta di una quantità davvero irrisoria, ma ho voluto mostrare ai ragazzi delle scuole quanto poco possa bastare per morire. È un grammo e mezzo di droghe considerate ‘legali’, che mio figlio quella sera si è spartito con due suoi amici. E tanto è bastato, in tre, perché perdesse la vita. A 17 anni appena”.



“Prodotti non destinati al consumo umano”

Solo nel Regno Unito, il numero di morti provocate dalle nuove sostanze psicoattive è salito da 4, nel 2009, a 115 lo scorso anno. Sostanze che stanno invadendo l’Europa e che sono molto difficili da contrastare. K2 Black Edition, Fury Extreme, Pink Panthers, Happy Joker Blueberry alcuni dei nomi con cui vengono commercializzate. Difficile però sapere cosa contengano. Le bustine in cui vengono vendute si limitano spesso a informazioni fuorvianti o a clausole di esclusione della responsabilità. “Prodotto non destinato al consumo umano”, la più ricorrente.


A caccia degli ingredienti segreti

Alla Queen’s University di Belfast, Stephen Bell e la sua squadra di chimici lavorano proprio all’individuazione dei composti che si nascondono dietro queste “nuove sostanze psicoattive”.

“Il metodo che abbiamo messo a punto consiste essenzialmente nel cercare di individuare i composti chimici in base allo spettro delle loro vibrazioni – ci dice -. A causa della sua specifica composizione, ciascuno di essi ‘vibra’ infatti in maniera diversa e quanto ne risulta è una sorta di ‘impronta digitale’ che ci permette non solo di distinguerli l’uno dall’altro, ma anche di individuare rapidamente i nuovi preparati che arrivano sul mercato”. “La definizione di ‘droghe legali’ è però terribilmente fuorviante e nociva – prosegue Stephen Bell -. Anzitutto perché molte delle sostanze che contengono sono illegali e non sono mai state testate. E poi perché il risultato è un devastante esperimento di massa: lasciamo cioè che i giovani ne prendano e ci limitiamo a sperare che non succeda niente”.



Il Regno Unito verso il ‘divieto totale’: il modello irlandese

A maggio dovrebbe entrare in vigore nel Regno Unito un bando generalizzato di queste sostanze. Il testo prevede che la loro commercializzazione sia passibile di pene fino a 7 anni di carcere. Il modello di riferimento è una legge irlandese in vigore dal 2010.

Da molti è considerata un successo. Altri sostengono invece che lo sia soltanto a metà. Martin è un ex tossicodipendente, passato per eroina, cocaina ed extasy.
“Ho cominciato a usare queste nuove droghe quando sono apparse nei negozi del centro – ci racconta -. Poi li hanno fatti chiudere, ma procurarsele non è mai stato un problema. Si trovavano facilmente all’angolo della strada. Provenivano da acquisti su internet o semplicemente dal Regno Unito”.
“A me provocavano soprattutto una forte paranoia e formicolii un po’ ovunque – prosegue ancora Martin . Il trip durava dalle 36 alle 72 ore e non c’era calmante che riuscisse a farlo passare”.



Unione Europea, Nazioni Unite, Italia: il mondo non resta a guardare

Il fenomeno delle “nuove sostanze psicoattive” ha raggiunto tali dimensioni da interessare anche Nazioni Unite e Unione Europea. In Italia, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce per le droghe del Dipartimento Politiche Antidroga, Presidenza del Consiglio dei Ministri ha condotto dal 2009 un monitoraggio dei nuovi prodotti arrivati sul mercato, affidandolo a una pubblicazione scaricabile online.

Qui un approfondimento che l’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze dedicava alle nuove sostanze psicoattive già nel 2011.

Lo stesso Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze informa che la maggior parte di queste sostanze viene prodotto localmente. Su Twitter un video che ne racconta brevemente storia e circuiti di commercializzazione.



La legge chiude i negozi, internet aggira il divieto (e recapita a casa)

Se in Irlanda la vendita nei negozi è stata vietata per legge, una ricerca condotta da Tim Bingham dimostra che il commercio delle nuove sostanze psicoattive è ancora florido in rete. “Qui abbiamo per esempio dell’incenso vegetale K2 – ci mostra sul suo computer -. Come vedete, il prezzo è di 7,95 sterline. Ne propongono varietà differenti ed è venduto in formule da 1,3 oppure 6 grammi. Per gli acquisti non serve registrazione, non si richiedono dati personali. Tutto si fa nel più assoluto anonimato. E l’acquisto vi arriva a casa l’indomani”.

“Questi prodotti possono essere acquistati su internet perché i server dei siti che li propongono non si trovano in Irlanda, ma in paesi dove la loro vendita non è vietata – ci spiega ancora Tim Bingham -. Sappiamo che ci si serve ancora di questi canali grazie a un sondaggio dello scorso anno. Il 19% degli studenti che hanno risposto ha riconosciuto di essersi procurata queste sostanze, o in prima persona, o tramite amici”.



In trincea contro le “droghe legali”. Una lotta ad armi impari

Legale e a buon mercato. A due passi dal confine con l’Irlanda del Nord, la cannabis sintetica è la droga più gettonata adolescenti e giovanissimi di anche appena tredici anni. Packie Kelly milita per una associazione che si batte contro le nuove sostanze psicoattive a Monaghan, una cittadina che lo scorso anno ha fatto parlare di sé, in seguito alla morte di due giovani.

“Raccogliamo alcune delle confezioni in cui vengono vendute queste sostanze e le varietà sono numerosissime – ci spiega -. Di alcune, i dipendenti da eroina dicono che sono devastanti e che preferiscono prendere regolarmente l’eroina, piuttosto che questa roba”. “Tutte queste sostanze sono state sequestrate nel corso di arresti o perquisizioni in tutto il Paese – ci dice mostrandoci delle confezioni -, ma nessuno è mai stato incriminato per il semplice possesso. Su questo piano, la legislazione irlandese, al momento presenta una falla”.

Per dar voce alla sua associazione, Packie Kelly ha affidato il suo messaggio anche alla televisione irlandese.



Nuove sostanze psicoattive: la lotta a un “nemico invisibile”

Se nel Regno Unito la vendita nei negozi potrebbe presto essere vietata per legge, limitati appaiono invece gli strumenti per contrastare la sintesi di sempre nuove sostanze psicoattive: oltre 100 quelle che ogni anno si affacciano sul mercato europeo.

“Quando sono andato in ospedale a fare le analisi del sangue per avere la mia dose di metadone – torna a raccontarci Martin -, all’inizio sono risultato positivo all’anfetamina e alla cocaina. Non prendevo però nessuna delle due, ma solo delle ‘droghe legali’. Poi, dalle analisi è improvvisamente scomparsa ogni traccia, ma si è scoperto che dipendeva dal fatto che sul mercato era arrivata una nuova sostanza, che sfugge a ogni test sull’urina o sul sangue”. “Hanno cominciato a chiamarla ‘la’ nuova droga sintetica – prosegue -. Diverse persone sono finite in ospedale con effetti collaterali anche molto pesanti. Spesso però i medici non sanno neanche come arginarli, perché si tratta di una sostanza che sfugge a ogni controllo sugli stupefacenti”.