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Obama nel Regno Unito dice la sua sul Brexit

È con ogni probabilità l’ultima visita di Barack Obama nel Regno Unito da presidente in carica, ed avviene in un clima non idilliaco sull’asse

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Obama nel Regno Unito dice la sua sul Brexit

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È con ogni probabilità l’ultima visita di Barack Obama nel Regno Unito da presidente in carica, ed avviene in un clima non idilliaco sull’asse anglo-americano.

Nel giorno stesso del suo sbarco nel Regno Unito compare sulla stampa britannica un intervento del Presidente degli Stati Uniti, nel quale questi appoggia formalmente la posizione del governo di David Cameron: “L’Unione europea non limita l’influenza britannica, la amplifica”, dice tra l’altro Obama, e Cameron si affretta ad apprezzarne l’intervento in un tweet.

Ma è nello stesso tempo un’entrata a gamba tesa nel referendum voluto proprio da Cameron, e un’ingerenza negli affari interni britannici che rianima il fronte del “no” alla permamenza nell’Unione europea.

Boris Johnson è una delle figure di spicco del fronte del “no”:

“Come ha detto stamattina il presidente degli Stati Uniti nel suo intervento sul Daily Telegraph, l’America la vede soprattutto in termine di unità del continente europeo dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, si tratterebbe di assicurare il mantenimento della pace”, dice il sindaco di Londra. “Ma il punto adesso è che proprio l’Unione europea sta causando tanti stress e affaticamenti, tanto che proprio restare rappresenta l’opzione insicura”.

Quella di Obama dunque per il fronte del “no” è un’ingerenza negli affari interni britannici. Un’ingerenza che alcuni non esitano tra l’altro a vedere come conferma di un’incrinatura dell’asse anglo-americano, dopo le recenti dichiarazioni di Obama sulla Libia e sulla responsabilità di Cameron nel caos.