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Budapest: il teatro al tempo della crisi

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Budapest: il teatro al tempo della crisi

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22 gruppi teatrali internazionali si esibiscono a Budapest in occasione della terza edizione del Madách International Theatre Meeting. Le

22 gruppi teatrali internazionali si esibiscono a Budapest in occasione della terza edizione del Madách International Theatre Meeting.

Le prospettive sceniche sono le piu’ disparate, dalla rivisitazione dei classici agli autori contemporanei senza dimenticare gli echi della tragedia greca.

ZSÓFIA RIDEG, organizzatrice del FESTIVAL: “Osserviamo questo trend in teatro: sempre più spettacoli contemporanei usano il coro, cioè il più antico modo di fare teatro. E’ una buona soluzione per rappresentare le masse in teatro al momento della crisi dei migranti. L’io narrante perde peso, in tanti ci si rende conto che la comunità e la società sono più importanti. I drammi classici riflettono meglio questo fenomeno con gli antichi testi.”

Un esempio è l’interpretazione dell “Iliade” di Omero (scritta tra il 1260-1180 aC). Il direttore della compagnia teatrale di Atene sostiene che gli attori devono motivare il pubblico mentre i politici cercano di trovare soluzioni a livello sociale. L’“Iliade” puo’ servire a sensibilizzare sulla crisi dei migranti che la Grecia sconta duramente.

STATHIS LIVATHINOS, Direttore Teatro Nazionale Greco: “L’ ‘Iliade’ è stata allestita prima di questa crisi dell’immigrazione scoppiata quest’anno. Si dimostra che Omero aveva previsto anche questo, perché affronta la guerra, la distruzione, col gioco al massacro a distruggersi a vicenda; e alla fine cosa rimane? Solo la comprensione e la riconciliazione tra le generazioni. E, soprattutto, la propria riconciliazione gli uni con gli altri”.

La pièce teatrale El público del poeta spagnolo Federico García Lorca
coglie le idee essenziali del teatro attaccando la mediocrità del teatro tradizionale minato dalle convenzioni.

L’allestimento a Budapest è stato curato dal regista catalano Alex Rigola.

ALEX RIGOLA, Direttore TEATRO ABADIA (MADRID): “L ‘amore di cui García Lorca parla in questo dramma, è un amore impossibile, ma anche strano, lontano dal solito. Infatti nella pièce Lorca mette in campo la propria omosessualità. Possiamo crede che sia cosa antiquata come elemento pericoloso ma va ricordato che in alcuni paesi del mondo, vi è ancora la pena di morte e che l’uguaglianza è ancora una falsa uguaglianza, perché ci sono ancora molti paesi in cui due omosessuali non possono sposarsi.”

Oltre alle produzioni internazionali il festival di Budapest mostra un quadro del teatro ungherese ed anche spettacoli esotici come quello di un collettivo teatrale della Corea del Sud che esegue una sorta di rito sciamanico.