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Roch Kaboré: Burkina Faso si è ripreso rapidamente dopo l'attentato di gennaio

In questa puntata di The Global Conversation ci occupiamo del Burkina Faso. Roch Kaboré, presidente di questo Stato dell’Africa Occidentale, risponde

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Roch Kaboré: Burkina Faso si è ripreso rapidamente dopo l'attentato di gennaio

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In questa puntata di The Global Conversation ci occupiamo del Burkina Faso. Roch Kaboré, presidente di questo Stato dell’Africa Occidentale, risponde alle domande di uno dei nostri giornalisti in occasione della sua prima visita a Parigi.
Entrato in carica il 29 dicembre scorso,Kaboré ha appena oltrepassato la soglia dei primi 100 giorni alla guida del Burkina Faso.

Stéphane Parizot, euronews:
“Appena due settimane dopo la sua investitura a fine dicembre, il Burkina Faso è stato colpito a sua volta dal terrorismo. Il 15 gennaio jihadisti del gruppo Al Qaeda nel Mahgreb islamico hanno colpito il centro di Ougadougou, uccidendo 30 persone. Il Paese si è ripreso facilmente da quell’attacco?”

Chi è Roch Kaboré

  • Roch Marc Christian Kaboré ha assunto l’incarico di presidente del Burkina Faso il 29 dicembre 2015
  • Nel 1984, a 27 anni, diventa direttore generale della Banca internazionale del Burkina
  • Sotto la presidenza di Blaise Compaoré, Kaboré occupa diversi ministeri, in particolare quello delle Finanze
  • Nel gennaio del 2014 rompe con Blaise Compaoré e fonda il Movimento del popolo per il progresso

Roch Kaboré, presidente del Burkina Faso: “Grazie a tutta la solidarietà che abbiamo ricevuto dai Paesi amici, il Burkina Faso si è ripreso rapidamente. Abbiamo deciso di non chinare il capo di fronte a un tale evento perché pensiamo sia importante essere coscienti del fatto che dobbiamo vivere con questo problema e che dobbiamo prendere tutte le misure per sbarrare la strada al terrorismo nel nostro Paese”.

euronews:
“Quell’attacco ha cambiato qualcosa nella società del Burkina Faso?”

Kaboré:
“Ovviamente ha cambiato i comportamenti dei cittadini: c‘è molta più vigilanza, molta più attenzione, una maggiore presenza delle forze di sicurezza nei punti vitali del nostro Paese per garantire la tranquillità dei cittadini”.

euronews:
“Quali sono i mezzi dei quali dispone oggi il Burkina per lottare contro la porosità delle frontiere e contro l’ingresso degli jihadisti provenienti in particolare dal Mali?”.

Kaboré:
“Un mezzo di cui disponiamo oggi è la collaborazione fra le forze di sicurezza e di difesa del Mali e del Burkina Faso. Abbiamo deciso di effettuare pattugliamenti misti, ma, sa, si tratta di controllare mille chilometri…Credo che con la Francia saranno adottati dei dispositivi che ci permetteranno di garantire la sicurezza delle frontiere e di diversi Paesi dell’Africa Occidentale”.

euronews:
“La Francia ha annunciato il dispiegamento dei gendarmi sul territorio del Burkina, senza avvertirne le autorità,in questo caso lei Presidente. D’altronde lei ha espresso il suo malcontento alle autorità francesi, subito dopo l’annuncio del ministro dell’Interno.
Qual è il suo punto di vista sul ruolo e l’impegno delle forze francesi all’interno delle frontiere del Burkina e nell’Africa Occidentale?”

Kaboré:
“Innanzitutto vorrei fugare ogni equivoco, abbiamo chiarito la questione con il ministro Cazeneuve durante un incontro e abbiamo colto l’occasione ancora una volta per esternare il nostro malcontento.
Ovviamente pensiamo che le forze francesi, che hanno certamente molta più esperienza nella lotta contro il terrorismo, possano aiutare in un primo tempo i nostri eserciti a strutturarsi meglio, a organizzarsi meglio per far fronte a questo problema.
Perché a un certo punto noi dovremo ovviamente poter garantire da soli la nostra sicurezza e non dover contare sulle forze francesi per farlo”.

euronews:
“Restiamo sulla scena internazionale. Lei segue sicuramente la crisi che sta attraversando l’Europa e l’ondata migratoria che sembra rendere più fragili le fondamenta stesse della costruzione europea. Cosa pensa di Bruxelles?”

Kaboré:
“Seguiamo la crisi in corso nell’Unione Europea, che è innanzitutto una crisi finanziaria. L’immigrazione è un fenomeno che non fa che completare questo stato di cose. Secondo me è importante realizzare delle riforme. Molto spesso le istituzioni come l’Europa sono molto lontane dalle popolazioni. Le persone vedono semplicemente dei burocrati che prendono decisioni al vertice e non ne avvertono l’impatto.
Credo che ciò voglia dire che occorre avvicinare le nostre istituzioni, regionali o sotto-regionali, anche in Africa, alle popolazioni per poter offrire loro le soluzioni necessarie”.

euronews:
“Intende sviluppare una cooperazione più ampia con l’Europa, con Bruxelles?”

Kaboré:
“Penso sia necessario ed è quello che abbiamo chiesto infatti alla Francia. Abbiamo chiesto non soltanto il sostegno della Francia, ma anche una pressione a livello europeo per beneficiare di un maggior sostegno da parte dell’Europa.
Voglio precisare che mi recherò presto presso le istituzioni europee per perorare la causa del Burkina Faso”.

euronews:
“Passiamo a un ambito importante della campagna che l’ha portata al potere a dicembre, la situazione economica e sociale del Burkina. Lei ha dichiarato, all’indomani dell’elezione, che la sua priorità sarebbe stata la riorganizzazione dell’esercito. Perché lo ritiene prioritario alla luce della situazione economica del Burkina?”

Kaboré:
“È importante poter rivedere l’organizzazione dell’esercito innanzitutto affinché sia un esercito repubblicano,secondo affinché sia apolitico nello svolgere il suo ruolo sovrano di difesa del territorio e del popolo del Burkina Faso”.

euronews:
“Lei si è impegnato a riportare la crescita del Burkina Faso al di sopra del 5%, come negli anni 2000.
Come affrontare questa sfida sapendo che il calo dei prezzi dell’oro e del cotone, i primi prodotti di esportazione del Burkina,potrebbe ostacolare il suo obiettivo quest’anno?”

Kaboré:
“Secondo le nostre previsioni pensiamo che nel 2016 avremo certamente un tasso di crescita dell’ordine del 5,7%, grazie anche alla politica che attueremo. Abbiamo preso l’impegno di ridurre il tenore di vita dello Stato e vorrei inoltre far notare che per noi occorre mettere l’accento non soltanto sulla formazione, ma anche sull’agricoltura e sull’allevamento perché pensiamo che in quei settori ci sia ancora il modo per creare piccole e medie imprese che aggiungeranno valore alle produzioni del Burkina Faso”.

euronews:
“Passiamo adesso alle relazioni che il Burkina Faso mantiene con i propri vicini in particolare con la Costa d’Avorio. Relazioni guastate dai casi di Blaise Compaoré e di Guillaume Soro. Lei ha dichiarato di recente durante una conferenza stampa che non chiuderà la porta della diplomazia. Come vede il futuro di queste relazioni con il vostro vicino ivoriano?”

Kaboré:
“Si è avuta l’impressione che relazioni fossero rovinate, ma posso garantire che sia al livello della popolazione ivoriana che di quella del Burkina Faso, dei capi di Stato e del governo le relazioni sono eccellenti. Abbiamo semplicemente deciso che occorreva tenersi al di fuori dei procedimenti giudiziari in corso”.

La giustizia militare del Burkina Faso di recente ha lanciato un mandato di arresto internazionale contro Blaise Compaoré, ex presidente del Burkina Faso, che le proteste di massa hanno spinto a lasciare il potere, nel 2014, dopo 27 anni al potere (n.d.r.) Compaoré, in esilio in Costa d’Avorio, è ricercato per coinvolgimento nella morte dell’ex capo di Stato Thomas Sankara, ucciso nel 1987 durante il golpe che portò al potere Compaoré. Ma lo scorso febbraio Abidjan ha concesso la nazionalità ivoriana a quest’ultimo. Il Burkina Faso ha emesso un mandato di arresto internazionale anche contro Guillame Soro, presidente dell’Assemblea nazionale ivoriana per presunto coinvolgimento nel colpo di Stato del settembre 2015 lanciato da alleati di Blaise Compaoré.

euronews:
“Presidente concludo con una domanda che la riporterà indietro di qualche anno. Che ricordi conserva dei suoi studi di Economia e Gestione in Francia?”

Kaboré:
“È stata l’occasione per stringere molte amicizie, con altri studenti africani e francesi. Credo che quelli del periodo studentesco siano i migliori ricordi che si conservano nella vita”.