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Washington: oltre 50 Paesi discutono di sicurezza nucleare

Si è aperto con una cena di lavoro alla Casa Bianca il quarto summit sulla sicurezza nucleare al quale partecipano i leader di oltre 50 Paesi, di

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Washington: oltre 50 Paesi discutono di sicurezza nucleare

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Si è aperto con una cena di lavoro alla Casa Bianca il quarto summit sulla sicurezza nucleare al quale partecipano i leader di oltre 50 Paesi, di alcune organizzazioni internazionali e dell’Unione europea.
Assente però uno dei nove Stati in possesso di bombe atomiche, la Russia.

L’incontro, creato da Barack Obama nel 2009, è di grande attualità in questo periodo, mentre l’inchiesta sugli attentati in Belgio ha rivelato che i terroristi spiavano le centrali nucleari e dopo che anche il Pakistan, Paese dotato di armi atomiche, è appena stato colpito da un pesante attacco terroristico.

“In molti Paesi, il possesso di materiale nucleare per la vendita non è un crimine” osserva la sottosegretaria americana al controllo delle armi, Rose Gottemoeller. “Quindi un aspetto su cui ci siamo impegnati molto è il miglioramento della nostra capacità non solo di scovare i trafficanti e il loro materiale nucleare, ma anche di portarli davanti alla giustizia.”

Oltre al terrorismo, si discute anche delle armi atomiche sviluppate dagli Stati.
Archiviata la preoccupazione sul riarmo non-convenzionale di Teheran, è la Corea del Nord a rappresentare la minaccia nucleare maggiore.

“L’amministrazione Obama – sottolinea il corrispondente di euronews a Washington, Stefan Grobe – afferma che per i terroristi ora acquisire materiale nucleare è più difficile che mai. Tuttavia il summit include una speciale conferenza sui gruppi come l’Isil che hanno preso di mira aree urbane del mondo. Un chiaro segnale che l’ipotesi di una minaccia terroristica nucleare permane.”