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Attentati di Bruxelles, uno dei kamikaze ha lasciato un messaggio si sentiva braccato e non voleva finire in cella

Nel covo terrorista di Anderlecht, gli inquirenti hanno trovato molto materiale per la costruzione di ordigni analoghi a quelli utilizzati negli

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Attentati di Bruxelles, uno dei kamikaze ha lasciato un messaggio si sentiva braccato e non voleva finire in cella

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Nel covo terrorista di Anderlecht, gli inquirenti hanno trovato molto materiale per la costruzione di ordigni analoghi a quelli utilizzati negli attentati di martedì.

L’appartamento è stato individuato grazie alla testimonianza del tassista che ha portato i tre della cellula all’aeroporto internazionale di Bruxelles.

Uno dei kamikaze morti non è stato ancora identificato. Il secondo sì, si tratta di Ibrahim El Bakraoui, di nazionalità belga. Un terzo uomo che viaggiava con loro e aveva con s`é il terzo ordigno che non è esploso, è ancora in fuga e sarebbe l’artificiere del commando.

Il procuratore federale Frédéric Van Leeuw ha detto che vicino al covo è stato ritrovato un computer con una specie di testamento di El Bakaraoui.

L’uomo dice di sentirsi braccato e di non voler finire in una cella come ‘lui’, ossia Salah Abdeslam, di recente arrestato e che dovrà rispondere degli attacchi di Parigi del 13 novembre.

Se il commando dell’aeroporto sembra per il momento al completo, almeno secondo quanto rivelato dagli inquirenti, per quanto riguarda l’attacco alla stazione della metropolitana di Maalbeek, il procuratore ha comunicato soltanto l’identità del kamikaze che si è fatto eslodere, rimanendo ucciso. Si tratta del fratello di Ibrahim Bakraoui, Khaled. Entrambi avevano molti precedenti per criminalità comune ma non erano segnalati come estremisti islamici radicalizzati.