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Siria: Damasco accetta accordo Obama-Putin per una tregua

Aviazione russa organizza la caduta di Aleppo

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Siria: Damasco accetta accordo Obama-Putin per una tregua

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La telefonata tra Barack Obama e Vladimir Putin fa meglio di mesi di colloqui di pace per la Siria e il regime di Damasco accetta la proposta russo-americana di cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte di sabato 27 febbraio. La tregua non si applica ai gruppi terroristici e concede quindi carta bianca ai bombardamenti russi che puntano alla caduta di Aleppo.

Poco dopo l’annuncio dell’accordo, il presidente siriano Bashar al Assad ha convocato le elezioni legislative il 13 aprile segno che Mosca continua anche a garantire che il futuro del regime dipende dai siriani.

“È meglio non solo per il governo o per l’opposizione, ma per tutti i siriani”, dice Yasser Daba, titolare di un bar a Damasco.

“Non funzionerà, perché i terroristi non hanno alcun potere decisionale – sostiene Tarek Al Nawat, un abitante della capitale siriana – Le loro decisioni vengono prese altrove, all’estero. Il nostro governo è deciso a fermare la guerra, ma il problema è che i terroristi non accettano che sia il nostro esecutivo a decidere”.

La mattanza siriana si appresta a entrare, a marzo, nel suo sesto anno. Putin è convinto, come Obama, che l’intesa possa radicalmente cambiare il corso della crisi dopo circa mezzo milione di morti e metà della popolazione – 12 milioni di persone – colpita dal conflitto.