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Epidemia di Zika, il punto sulla ricerca di un vaccino

Lunedì l’ OMS ha decretato l’emergenza sanitaria globale per affrontare l’epidemia del virus Zika. È la prima volta dopo la crisi di Ebola. Una

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Epidemia di Zika, il punto sulla ricerca di un vaccino

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Lunedì l’ OMS ha decretato l’emergenza sanitaria globale per affrontare l’epidemia del virus Zika.

È la prima volta dopo la crisi di Ebola. Una risposta necessaria per poter militare più velocemente le risorse contro la diffusione di Zika che colpisce già almeno 26 paesi in America.

Sono stati individuati dei casi di microcefalia che potrebbero essere collegati all’infezione, se contratta nei primi mesi di gravidanza. Il Brasile ha documentato 4.074 casi.

Un caso sospetto di trasmissione per via sessuale in Texas ha ulteriormente rafforzato la preoccupazione delle autorità sanitarie pubbliche. perché al momento l’unico modo per fermare l’epidemia sono i preservativi, i repellenti contro le zanzare, e l’eliminazione dell’acqua stagnante, perché le larve diventano zanzare in pochi giorni.

Questa settimana diversi laboratori hanno lanciato una ricerca per trovare un vaccino. Sin dalla sua individuazione sulle scimmie dell’Uganda nel 1947, e poi la sua scoperta negli esseri umani cinque anni dopo, il virus Zika è stato poco studiato, perché ritenuto poco pericoloso.

Per fare il punto sulla ricerca di un vaccino abbiamo incontrato Nicholas Jackson, capo della Ricerca per Sanofi Pasteur.

La sua società è tra quelle che si sono avviate sulla ricerca di un vaccino. Quanto è grande la sfida per sviluppare un prodotto efficace e soprattutto realisticamente somministrabile lì dove ce n‘è bisogno?
“E’ una sfida globale, di quelle che potrebbero richiedere anni, e l’OMS ha accertato che Zika sia una emergenza a livello globale a cui si deve far fronte con un approccio internazionale. Noi possiamo vincerla, e questo per due motivi: prima di tutto abbiamo le tecnologie e le competenze in azienda, poi abbiamo una vasta infrastruttura usata per testare il nostro vaccino per la febbre dengue, quindi possiamo fare un grande passo avanti e permettere che la ricerca per il vaccino acceleri”.

Per quello che ha detto, siamo in una prospettiva di anni, o di mesi?
“Ci vogliono anni per sviluppare un vaccino perché è necessario procedere con molta attenzione per arrivare a un risultato efficace e sicuro”.

Una versione sperimentale può richiedere anni a volte…
“Prenderà degli anni ma quello che è importante è la collaborazione globale con organismi come l’OMS in posti come il Brasile, dove l’esperienza sul vaccino per il Flavivirus potrà ridurre di anni l’attesa”.

Se non si arrivasse a un vaccino efficace, quali sarebbero gli effetti per la diffusione dell’epidemia di Zika?
“L’OMS è stata chiara a riguardo. C‘è il rischio potenziale di associazione con gravi complicazioni congenite e c‘é anche il rischio di danni neurologici associati a Zika negli adulti. Per questo servono trattamenti molto decisi, ma non dobbiamo dimenticare che la zanzara ha diffuso la febbre dengue in tutta la fascia tropicale….

Anche la dengue è simile?
“Quello della febbre dengue è un virus che appartiene alla stessa famiglia di Zika. La zanzara è quella domestica, che troviamo nelle case, sotto i tavoli della cucina, che morde molto aggressivamente e diffonde la febbre dengue in molti paesi del mondo”.

Parliamo della capacità dei virus di mutare. Questo può rappresentare un problema per la ricerca di un vaccino?
“Il virus muta, ma se guardiamo alle informazioni genetiche disponibili sul virus Zika , vediamo che è ben conservato almeno per il 95 per cento, dunque solo una piccola parte del codice genetico del virus è diversa. Per questo è un obiettivo relativamente semplice, soprattutto se paragonato ad altri virus”.

“Maggiormente a rischio sono le donne in gravidanza, e naturalemente non si possono testare su di loro i trial. E’ anche questo un fattore che rallenta la ricerca?*
“Allo stato, se i danni neurologici, come la sindrome di Guillain-Barré che causa paralisi progressive, verranno confermati come conseguenza del virus Zika, allora servirà un vaccino per prevenire questi danni, un vaccino che deve essere efficace a tutte le età e sia sugli uomini che le donne. Certamente riconosciamo che la priorità è quella delle donne che prevedono una gravidanza e vogliono beneficiare di un vaccino in via preventiva”.

L’epidemia potrebbe scoppiare in Europa, magari a partire dai casi riscontrati nel Sud della Francia?
“La zanzara capace di trasmettere il virus è stata identificata nel Sud Europa e in alcune aree degli Stati Uniti, e questo ha sollevato l’attenzione. Inoltre, se verrà provata la connessione tra il virus e le complicazioni cliniche, saremo davanti a un grande problema per la salute pubblica”.