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Il rublo e i russi prime vittime collaterali del petrolio a buon mercato

Il rublo è la prima vittima collaterale del petrolio sotto i 30 dollari al barile. Il valore della moneta russa è sempre più basso rispetto all’euro

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Il rublo e i russi prime vittime collaterali del petrolio a buon mercato

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Il rublo è la prima vittima collaterale del petrolio sotto i 30 dollari al barile. Il valore della moneta russa è sempre più basso rispetto all’euro.

Ieri, al cambio sono stati superati i 90 rubli per un euro. E anche contro dollaro, con oltre 80 rubli per un biglietto verde, è stata superata la soglia psicologica che ai russi ricorda la grande crisi del 1998, il periodo buio della fine dell’era Eltsin.

un ingranaggio implacabile

Se diverse aziende private hanno smesso di pagare i dipendenti, fra i cittadini più colpiti, ci sono quelli che avevano contratto un mutuo fluttuante in valuta estera per comprare un alloggio e ora si trovano con tratte mensili da pagare alle banche che lievitano a vista d’occhio:

Siamo sull’orlo del processo – dice una donna – Ho due bambini piccoli. Ma a loro non interessa. L’ultimo appuntamento in banca l’ho avuto ho avuto a dicembre, mi hanno semplicemente suggerito di lasciargli l’appartamento e di andarmene, dove non gli importava.

Non si tratta di un caso isolato. Tanto più che anche i prezzi al consumo sono aumentati, e del 13% in un anno, mentre i salari sono fermi:

Le rate mensili della mia ipoteca adesso sono più alte del mio stipendio – spiega un uomo – E la situazione è bloccata. Se anche restituissi il mio appartamento alla banca dovrei loro ancora un sacco di soldi, l’equivalente di 90mila euro.

petrolio, gas e Ucraina

L’economia russa finora si è troppo basata su petrolio e gas. Il settore energetico rappresenta da solo più della metà degli introiti delle casse statali.

La caduta del prezzo interviene poi nel momento in cui la Russia deve anche fare i conti con le sanzioni internazionali imposte in seguito alla crisi ucraina.

Il barile d’oro nero vale adesso poco più della metà di quanto le autorità russe avevano stimato per preparare il bilancio del 2016.