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Dopo un 2015 instabile, quale anno aspetta gli investitori?

Il 2015 è stato segnato da eventi che hanno influenzato fortemente i mercati mondiali. La politica di stimolo monetario in Europa, le difficolta’

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Dopo un 2015 instabile, quale anno aspetta gli investitori?

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Il 2015 è stato segnato da eventi che hanno influenzato fortemente i mercati mondiali.
La politica di stimolo monetario in Europa, le difficolta’ dei mercati delle valute, il lunedi nero in Cina, il rialzo dei tassi di interesse dalla Federal Reserve negli Stati Uniti e poi, non ci dimentichiamo anche del crollo del prezzo del petrolio.

Ne parliamo con il nostro analista, Nour Eldeen Al Hammoury Chief Strategist per Ads Securities ad Abu Dhabi.

Euronews
In questi mesi ha seguito da vicino il verificarsi di molti eventi importanti, come descriverebbe l’anno che sta per concludersi rispetto all’impatto avuto sui mercati?

Nour Eldeen Al Hammoury
Beh, in breve, lo definirei un anno denso di incertezze e con molte sorprese negative soprattutto per l’economia globale e i mercati mondiali.

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In effetti, su questo c’e’ stato un certo consenso a livello di analisti economici. Partiamo dagli Stati Uniti.Con una decisione che ha sorpreso molti la Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi di interesse, tuttavia il dibattitto sui tassi di interesse e’ stata la causa della volatilita nei mercati emergenti e a livello azionario. Ma se l’inflazione statutinense resta sotto gli obiettivi fissati, il dollaro si e rafforzato.
Dopo l’aumento dei tassi di interesse che cosa aspetta l’economia statunitense? Quale sara’ la prossima mossa della Fed?

Nour Eldeen Al Hammoury
Se il dollaro dovesse continuare a rafforzarsi nel corso del 2016, crediamo che l’economia statunitense potrebbe iniziare a soffrirne, soprattutto in termini di crescita e di inflazione. Due aspetti che potrebbero spingere la Federal Reserve a prendere tempo prima di annunciare una nuova stretta sui tassi. A meno che le cose non vadano al contrario. A quel punto la Fed potrebbe dover riconsiderare la decisione presa a dicembre. Fino ad oggi le nostre previsioni sulla politica della Federal Reserve sono state corrette durante il corso del 2015, in termini di tempistiche e livello dei tassi di interesse. Ora, crediamo che sarà molto cauta, terrà conto degli sviluppi sui mercati e degli aggiornamenti sull’economia americana, su cui la Fed baserà le sue decisioni future.

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Sembra, però, che non soltanto gli Stati Uniti, ma anche l’Europa dovrebbe restare cauta.
In modo da poter seguire gli effetti del quantitative easing adottato dalla Banca Centrale europea lo scorso mese di marzo.Il 2015 e’ stato un anno molto difficile per il Presidente della Bce Mario Draghi, che ha cercato di ridare dinamsmo all’Eurozona. Sin dall’inizio del 2015 l\euro ha perso circa il 13%, ma sono comparsi alcuni segnali positivi> dai tassi di interesse al Pil, cosi come sono stati percepiti miglioramenti nel mercato del lavoro.
Il quantitative easing sembra aver dato i suoi frutti, ma come si preannuncia la situazione economica in Europa per il prossimo anno?

Nour Eldeen Al Hammoury
La politica della Bce è stata giusta, la Banca ha preso la decisione giusta al momento giusto. I segnali della ripresa hanno cominciato a manifestarsi dopo 8 mesi dal lancio del Quantitative Easing. L’indebolimento dell’euro sul mercato dei cambi unito al pacchetto di stimolo della Bce potrebbero essere sufficienti per garantire un 2016 di ripresa e stabilità all’Eurozona. Pensiamo che ci saranno ulteriori miglioramenti, mentre i problemi potrebbero arrivare da un rallentamento generale dell’economia mondiale. In questo caso la congiuntura economica negativa potrebbe avere un impatto sui mercati europei , almeno durante il primo trimestre del 2016. Vale la pena ricordare che dopo la decisione della Fed, anche la Banca d’Inghilterra potrebbe aumentare i suoi tassi di interesse nel 2016. Cosa che potrebbe mettere le borse britanniche ed europee sotto una certa pressione.

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Visto che hai parlato di azioni/ equiites///dovremmo parlare anche di quelle asiatiche.
La Cina ha vissuto momenti convulsi in quello che e’ stato definito il Lunedi Nero, caratterizzato da vendite senza precedenti sui mercati asiatici e globali. Nonostante il taglio ai tassi di interesse decisi dalla Banca Centrale cinese, l’economia ha continuato a rallentare. Lo yuan e’ stato inserito nella cosiddetta Reserve-Currency Basket diventando la terza moneta piu’ importante al mondo. Cosa che non e riuscita al Giappone, ancora avvolto nella spirale recessiva.
Cosa portera’ il 2016 ai mercati e alle valute asiatiche?

Nour Eldeen Al Hammoury
Nonostante tutto quanto si è detto sulla crisi della Cina e sul rallentamento della sua economia – che riteniamo normale e anche salutare – lo yuan cinese è comunque entrato nel paniere delle valute di riserva dell’Fmi. Fatto molto importante, e sufficiente a mostrare quanto l’economia cinese sia in realtà solida. Crediamo anche che la sua forza continuera a crescere nel corso del prossimo anno. Il mercato cinese potrebbe rivelarsi nel lungo periodo interessante per gli investitori dal momento che lo yuan è diventato una valuta di riserva globale.
Nei prossimi cinque anni è previsto l’influsso nel mercato cinese di oltre mille miliardi di dollari. Allo stesso tempo si parla molto anche del Giappone. Nonostante i dati negativi del terzo trimestre, il quarto ha mostrato numeri incoraggianti. Il 2016 si preannuncia favorevole per lo yen giapponese e crediamo che abbia un forte potenziale rispetto ad altre valute.

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Spostiamoci ora in Medio Oriente.
il 2015 e’ stato segnato dallo scoppio di moltissime tensioni a livello geopolitico, ma uno degli eventi piu’ importanti per i mercati mediorientali e’ sicuramente la caduta a picco del prezzo del petrolio e in assenza di decisioni significative dell’opec, il petrolio ha di fatto invaso i mercati. l’altro evento importante e’ stata la firma dello storico accordo sul nucleare iraniano, che ha posto fino alla stagione delle sanzioni economiche. in generale i mercati mediorientali e nord africani hanno segnato le peggiori performance dal 2009.
Cosa si prevede nel 2016 per questi mercati?

Nour Eldeen Al Hammoury
I fattori che hanno causato il crollo del petrolio sono già stati scontati dai mercati. I prezzi del petrolio ora sono al minimo, a dei livelli che non si vedevano dal 2008. Tuttavia, guardando indietro nel tempo, il prezzo del petrolio si trova oggi agli stessi livelli di quando, nel periodo post-crisi cominciò, la sua risalita verso i 100 dollari.Per questo credo che nel 2016 dovrebbe portare con sè una certa stabilita nei prezzi del petrolio, segnata anche da una certa crescita. Nel caso in cui i prezzi dovessero restare molto bassi, non è esclusa una riunione d’emergenza dell’Opec, soprattutto tenendo conto del ritorno del petrolio iraniano sul mercato, che in molti si attendono.
Riguardo l’azionario, nei mercati della regione Mena le pressioni al ribasso potrebbero continuare anche nel 2016. Ad ogni modo, come gia accaduto in passato, si tratta di un mercato dove, in genere, la ripresa è veloce. Questo nonostante il susseguirsi negli ultimi 5 anni di tensioni geopolitiche.

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gli investitori hanno gia’ pronta una lunga lista di desideri dopo un anno particolarmente difficile. su quale settore dovrebbero concentrarsi nel 2016?

Nour Eldeen Al Hammoury
Per quanto riguarda il mercato dei cambi consigliamo di investire nello yen giapponese. Gli operatori di mercato dovranno prestare molta attenzione ai dati economici, in particolare a quelli statunitensi. Al momento non e’ ancora chiaro che tipo di impatto avra’ il rialzo dei tassi di interesse sull’economia e in modo particolare sul mercato dei bond. I piu’ interessanti sono i titoli ad alto rendimento, soprattutto quelli del settore energetico. Si devono seguire molto attentamente i dati economici, perché il loro impatto potrebbe essere molto piu’ forte che in passato. Il primo trimestre del prossimo anno porterà con se’ grandi sfide e molte cose restano ancora poco chiare, soprattutto resta incerta la profittabilita’ delle aziende di tutto il mondo considerato il generale rallentamento dell’economia, ma anche l’instabilità dei prezzi del petrolio. Per questo e’ importante prendere decisioni ragionate tanto negli scambi giornalieri quanto in quelli a medio termine.