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Vertice Ue, Tusk: pronti a compromessi per evitare "Brexit" ma ci sono limiti

L’Europa è pronta a cercare compromessi per scongiurare l’ipotesi del cosidetto “brexit”. Per la prima volta, al vertice europeo di Bruxelles, i

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Vertice Ue, Tusk: pronti a compromessi per evitare "Brexit" ma ci sono limiti

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L’Europa è pronta a cercare compromessi per scongiurare l’ipotesi del cosidetto “brexit”.

Per la prima volta, al vertice europeo di Bruxelles, i leader dei Ventotto sono entrati nel merito delle richieste avanzate da David Cameron per evitare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

La questione più controversa riguarda l’accesso ai benefici del welfare britannico, che vedrebbe esclusi i cittadini comunitari per i primi quattro anni nel Regno Unito. Una proposta discriminatoria, secondo molti altri leader europei.

A questi, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, assicura che i valori fondamentali dell’Unione non sono trattabili e che vanno difesi strenuamente. “Non cederemo sulla libertà di movimento e sul principio di parità dei diritti”, dice. Poi però aggiunge: “Oggi ho capito che David Cameron cerca un compromesso equo e di sostanza e questo mi rende molto più ottimista”.

Di questo si parlerà nuovamente nel vertice di febbraio, quando i tempi potrebbero essere maturi per un accordo.

Nel frattempo, però, bisognerà negoziare anche un altro progetto molto discusso: la creazione di un corpo militare europeo pronto a intervenire in difesa delle frontiere esterne dell’Unione, anche senza il consenso dei singoli Stati membri.

Nettamente contrario il vice-ministro degli Esteri greco, Nikos Xydakis, che avverte: “Mettere in discussione il diritto di uno Stato a esercitare la propria sovranità nazionale è una questione molto seria, che tocca il cuore dei trattati europei. Non è pensabile modificare le regole sulla sovranità nazionale e le regole comunitarie con qualche negoziato sbrigativo e sotto la pressione della paura”.

La corrispondente di euronews, Efi Koutsokosta, spiega che “a febbraio i leader europei incontreranno le autorità turche per verificare l’applicazione del piano concordato con Ankara e valutare se il flusso migratorio si sia ridotto. La Commissione di Bruxelles raccomanda che la ricollocazione dei rifugiati in Europa avvenga direttamente dalla Turchia. Questo però potrebbe dissuadere dal partecipare al summit i dirigenti di quei Paesi che rifiutano di accogliere rifugiati”.