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Bruxelles, quarto giorno di massima allerta. Il centro torna pian piano a rianimarsi

Da quattro giorni Bruxelles vive di fatto in una sorta di “coprifuoco”. La minaccia terroristica resta al livello massimo, il 4. Ragione che ha

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Bruxelles, quarto giorno di massima allerta. Il centro torna pian piano a rianimarsi

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Da quattro giorni Bruxelles vive di fatto in una sorta di “coprifuoco”. La minaccia terroristica resta al livello massimo, il 4. Ragione che ha portato il Governo Federale belga ha adottare misure eccezionali e storiche. Metropolitane e scuole chiuse fino a mercoledì, così come sono chiusi anche la maggior parte dei negozi e bar del centro storico.

Una situazione che mette in pericolo l’immagine della capitale belga, da sempre sinonimo di convivialità. Come ammette il Sindaco di Bruxelles Yvan Mayeur:“Bruxelles è conosciuta soprattutto per la sua qualità di vita, la vivacità, il suo senso dell’umorismo particolare. E’ ciò che caratterizza i suoi cittadini, i suoi quartieri. La sua immagine nel mondo non deve essere da oggi in poi quella dei militari che pattugliano le strade”.

Per altri, però, la decisione del Governo federale di Charles Michel è stata la giusta reazione alla pioggia di critiche sul presunto lassismo mostrato dal Belgio nella prevenzione del radicalismo islamico.
Come ha dichiarato a Euronews Yvan Roque, della federazione per la ristorazione Bruxelles- Vallonia.
“Mi pare di aver capito che il ministro degli esteri si stia già impegnando per dare nuovo smalto all’immagine di Bruxelles e del Belgio a livello mondiale”

Nonostante le differenti visioni politiche, però, è un dato di fatto che i 4 giorni di “chiusura” della città avranno un impatto economico forte soprattutto sulle attività commerciali.

“Più si va avanti così, meno andrà bene per il commercio. Sono i clienti per primi che non hanno voglia di entrare nei negozi. Anche se le misure di sicurezza saranno rinmosse nella testa delle persone resta una specie di shock” spiega a Euronews una commerciante del centro.

“Molto dipenderà, credo, dalla permanenza delle forze di polizia e militari nelle strade. Molte persone sono impaurite. Sono certo, però, che da qui a 2-3 settimane la vita tornerà quella di sempre” aggiunge una responsabile del Centro per l’ascolto della città di Bruxelles.

Parole che trovano conferma nel riprendere dei lavori per le vie del centro per l’allestimento dei mercatini di Natale, che ad oggi restano previsti dal Comune di Bruxelles.