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Israele-Palestina, si susseguono gli "attacchi con i coltelli"

Sono stati definiti “attacchi con i coltelli”, l’arma più frequentemente utilizzata dai palestinesi che in questi giorni stanno aggredendo a più

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Israele-Palestina, si susseguono gli "attacchi con i coltelli"

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Sono stati definiti “attacchi con i coltelli”, l’arma più frequentemente utilizzata dai palestinesi che in questi giorni stanno aggredendo a più riprese gli israeliani.

Si fanno sempre più cruenti gli scontri iniziati nei primi giorni di ottobre, ben 4 nelle ultime 24 ore.

Le immagini ci conducono nella colonia israeliana di Pisgat Ze’ev, insediamento ebraico in una zona – quella di Gerusalemme est – tradizionalmente araba, dove 2 ragazzi palestinesi hanno accoltellato altrettanti coetanei israeliani: i primi sono morti, i secondi versano invece in gravi condizioni.

La polizia israeliana ha inoltre ucciso un palestinese nei pressi della Porta dei Leoni a Gerusalemme, spesso frequentata da pellegrini e turisti.

Le forze dell’ordine hanno riferito che l’uomo aveva provato ad accoltellare un agente, anche se diversi testimoni avrebbero smentito tale ricostruzione.

“Ripetono più e più volte le loro menzogne – afferma a muso duro in Parlamento il primo ministro israeliano, Netanyahu, riferendosi ai palestinesi -, dicono che intendiamo distruggere Al-Aqsa o modificarne lo status quo: questa è una bugia assoluta, è l’esatto contrario, ci siamo impegnati a mantenere tutto così com‘è”.

Gli ultimi scontri in ordine di tempo si sono verificati tra i soldati israeliani e giovani palestinesi in un campo profughi in Cisgiordania, poche ore dopo il funerale di un palestinese di soli 13 anni, ucciso dai militari israeliani.

Qui i palestinesi hanno lanciato pietre e bombe incendiarie contro gli israeliani, i quali hanno risposto sparando gas lacrimogeni.