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Peggior terzo trimestre dei mercati globali dal 2011, quali conseguenze?

Daleen Hassan, euronews: “Benvenuti a Business Middle East. Questa settimana ci concentriamo sui risultati del mercato azionario mondiale nel terzo

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Peggior terzo trimestre dei mercati globali dal 2011, quali conseguenze?

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Daleen Hassan, euronews: “Benvenuti a Business Middle East. Questa settimana ci concentriamo sui risultati del mercato azionario mondiale nel terzo trimestre. Dalla crisi delle borse cinesi all’ennesimo rinvio del rialzo dei tassi negli Stati Uniti, vari fattori hanno influenzato le piazze finanziarie globali che hanno bruciato circa dieci mila miliardi di euro facendo del terzo trimestre il peggiore mai registrato dai tempi della crisi economica.
Adesso tutta l’attenzione è focalizzata sui risultati aziendali e non prevale l’ottimismo visto che le stesse società hanno tagliato le proprie stime. Ma, innanzitutto, analizziamo i fattori che hanno determinato le perdite dei mercati globali e della regione Medio Oriente Nordafrica”.

I mercati finanziari non registravano una performance tanto negativa in un terzo trimestre dal 2011. Una serie di fattori ha portato a tale risultato e a farne le spese sono stati soprattutto i mercati emergenti in Asia, dove fra luglio e settembre le perdite sono state enormi.

Il 24 agosto è stato definito un “lunedì nero” soprattutto per la borsa di Shanghai, una giornata che ha avuto ripercussioni fino alla fine del trimestre. In tre mesi l’indice principale di Shanghai e quello di Hong Kong, l’Hang Seng, hanno registrato perdite non lontane dal 30%. Performance negative a doppia cifra anche per gli indici di Singapore e di Tokyo.

In Medio Oriente a sprofondare sono stati soprattutto gli indici dei Paesi del Golfo persico e dell’Egitto, soprattutto per l’impatto del calo dei prezzi del petrolio.

Abu Dhabi e Dubai sono i mercati che subiscono le perdite meno estese – circa il 12% – mentre il trimestre peggiore lo archivia l’Arabia Saudita, perdendo oltre 18 punti percentuali.

Sui mercati finanziari europei, nonostante il quantitative easing, hanno inciso negativamente il recente scandalo Volkswagen e il negoziato sul terzo piano di salvataggio greco.

L’indice di Francoforte è il peggiore: oltre il 12% il calo accumulato nel giro di tre mesi. Qui pesa particolarmente il “dieselgate”. Seguono l’indice di Madrid e Londra. Piazza Affari contiene la perdita, intorno al 5% sul trimestre.

Wall Street non è scampata all’ondata di vendite, complice il rinvio della decisione della Fed sul rialzo dei tassi: i principali indici statunitensi hanno perso tra il 7 e l’8%.

Mercati e investitori sono in attesa di conoscere i risultati trimestrali delle imprese che vengono pubblicati questo mese. Molte società hanno ridimensionato le proprie previsioni esprimendo pessimismo per il prossimo anno.

Daleen Hassan euronews:
“Per un approfondimento sui risultati del terzo trimestre è con noi Nour Eldeen Al Hammoury, di ADS securities, da Abu Dhabi. Il terzo trimestre si è concluso con perdite rilevanti per i mercati globali. Fino a che punto può continuare questo calo, quali sono le tue previsioni nel caso in cui tale performance continuasse?”

Nour Eldeen Al-Hammoury, ADS securities:
“Lo stato di incertezza predomina ancora sui mercati, specialmente dopo la pubblicazione del rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, la scorsa settimana. Le previsioni restano vaghe per i prossimi mesi visto che non ci sono dati economici solidi a sostegno delle stime. Comunque la situazione che abbiamo visto nel terzo trimestre di quest’anno potrebbe avere ancora un effetto negativo sul quarto trimestre. Quindi gli operator di borsa devono restare molto cauti nelle settimane a venire”.

euronews:
“Come i mercati globali anche i mercati di Medio Oriente-Nord Africa sono stati colpiti dai bassi prezzi del petrolio. Cos’altro può influenzare questi mercati nel breve termine?”

Al-Hammoury:
“Anche il mercato azionario della regione Medio Oriente e Nord Africa è stato colpito dagli eventi globali. Comunque il fattore petrolio resta quello principale, nonostante il fatto che si sia osservata una sorta di stabilizzazione. Ma ci sono stati alcuni cali che non hanno aiutato il mercato azionario. Inoltre le tensioni geopolitiche nella regione, compreso lo Yemen, hanno messo ulteriormente sotto pressione i mercati. Le previsioni sono legate anche al quadro globale. E se le tensioni geopolitiche permangono, potrebbero continuare a pesare sulla regione Medio Oriente Nordafrica, specialmente dopo l’intervento russo in Siria”.

euronews:
“Come noto, quando i risultati dei mercati peggiorano, ci si affida ai beni rifugio. Perché l’oro non trae vantaggio da quest’opportunità?”

Al-Hammoury:
“L’oro di solito segna rialzi a causa di due fattori: l’incertezza e i timori sull’inflazione. Negli ultimi mesi l’incertezza sulle previsioni globali ha mantenuto stabile l’interesse nei confronti dell’oro per un certo tempo, o almeno si può dire che l’incertezza ha fermato il brusco calo dell’oro avvenuto quest’anno.
Per quanto riguarda l’inflazione, le previsioni indicano una tendenza al ribasso, quindi non c‘è modo per proteggersi dall’inflazione.
Allora, quando le previsioni sull’inflazione miglioreranno l’oro potrebbe beneficiarne maggiormente rispetto al periodo attuale”.

euronews:
“Tutti gli occhi adesso sono puntati sulla stagione delle trimestrali: le previsioni sono state tagliate appena prima della pubblicazione dei risultati. Può essere considerato un passo preventivo in vista di dati negativi?”

Al-Hammoury:
“È senz’altro possibile. Il terzo trimestre è stato il peggiore da anni, ciò induce le società a tagliare le proprie previsioni specialmente quelle che riguardano la domanda globale e i propri guadagni.
Comunque dobbiamo ancora attendere ulteriori prove e analizzare i guadagni del terzo trimestre. Le previsioni possono essere corrette o sbagliate. Inoltre non dovremmo dimenticare che le società di investimento di capitale nel mondo hanno tagliato le proprie stime e hanno anche preso la decisione di licenziare dipendenti, cosa che continua a rendere incerto il mercato”.