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L'effetto delle politiche di allentamento monetario sui mercati

In questa puntata diamo uno sguardo ai fattori che hanno provocato difficoltà dei mercati globali la settimana scorsa e vi parliamo del pessimismo

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L'effetto delle politiche di allentamento monetario sui mercati

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In questa puntata diamo uno sguardo ai fattori che hanno provocato difficoltà dei mercati globali la settimana scorsa e vi parliamo del pessimismo nei confronti dei prezzi del petrolio.

I mercati globali sono stati influenzati dall’incertezza legata alle politiche di allentamento monetario nell’eurozona e in Giappone.

Mario Draghi ha raffreddato le speranze di alcuni non confermando l’intenzione di aumentare immediatamente il quantitative easing nella zona euro. Poi gli investitori hanno ricevuto segnali diversi dal Giappone.

La settimana scorsa Mario Draghi non ha annunciato un aumento immediato del programma di stimolo da parte della BCE, ma ha lasciato la porta aperta. Il presidente della Banca Centrale Europea si è espresso davanti al parlamento europeo: “Il programma di acquisto di asset ha una flessibilità incorporata sufficiente. Adatteremo la sua dimensione, la sua composizione e la sua durata se opportuno, se un impulso alla politica monetaria si rivelasse necessario”.

I mercati europei per quanto riguarda l’intera settimana scorsa hanno chiuso in ribasso: il dato cumulato dell’indice di Madrid ha segnato -3,65%, -2,85% quello di Francoforte.
Poi l’ipotesi di una politica più espansiva da parte della Banca del Giappone per scongiurare la deflazione e contrastare il crollo dei prezzi del petrolio venerdì ha contribuito alla chiusura positiva del Nikkei e dell’indice principale di Shanghai.

Daleen Hassan, euronews: “Per approfondire l’argomento come sempre c‘è Nour Eldeen Alhammoury, di ADS Securities, collegato da Abu Dhabi. Nonostante gli sforzi del governo di Tokyo per dare stimolo all’economia, i dati recenti hanno mostrato che la ripresa giapponese sembra sfuggente. Perché?”

Nour Eldeen Alhammoury: “Il quantitative easing a volte ha effetti negativi alla lunga, specialmente se viene applicato per un lungo periodo, e questo potrebbe essere il caso del Giappone. Il programma di alleggerimento monetario ha un impatto positivo rilevante sull’economia giapponese, perché l’economia è uscita dalla deflazione per un po’ di tempo. Tuttavia, l’aumento dell’IVA introdotto dal governo ha avuto un impatto negativo notevole sull’economia.
Inoltre, il governo prevede di aumentare di nuovo questa tassa per il prossimo anno, e ciò potrebbe avere un altro impatto negativo. Per quanto riguarda l’attuale quantitative easing, è già ampio e la Banca del Giappone ha l’intenzione di rafforzarlo. L’economia ha bisogno di ulteriori misure di stimolo, al di là del quantitative easing”.

euronews: “La scorsa settimana i mercati sono rimasti delusi dalle dichiarazioni di Draghi, poi la situazione in Giappone ha alimentato le congetture su un aumento del programma di stimolo. Il mercato come reagisce?”

Alhammoury: “C‘è una cosa molto importante che tutti dovrebbero sapere. Per molto tempo il mercato non ha beneficiato delle aspettative su un possibile aumento del quantitative easing in Giappone, nonostante tali attese siano aumentate in Giappone dopo le dichiarazioni di Draghi che hanno deluso i mercati visto che non hanno fatto accenno a un aumento immediato dello stimolo. Questo si spiega con l’incertezza continua rappresentata dalle previsioni della Federal Reserve e dalle sue prossime decisioni.
Quindi gli investitori si sono precipitati verso beni rifugio come l’oro che ha guadagnato oltre l’8% nelle ultime due settimane, oltre allo yen e alle obbligazioni giapponesi.
Il punto più importante è che i mercati stabiliscono il prezzo in base a eventi futuri e non in base a fatti. Ecco perché gli shock sono sempre possibili nei mercati, specialmente se le decisioni delle banche centrali sono in contrasto con le stime dei mercati oppure se viene rinviata una probabile decisione come un aumento dei tassi di interesse. E questo è il caso della Banca Centrale Europea e della FED”.

euronews: “Nel caso di un aumento del programma di quantitative easing in Giappone e in Europa, questo come potrebbe favorire gli scambi valutari e i mercati di Medio Oriente-Nord Africa?”

Alhammoury: “Aumentare un programma di quantitative easing ovviamente accrescerà la liquidità in circolazione nei mercati globali. Inoltre è probabile che anche la volalità aumenti, soprattutto nel mercato azionario. La regione Medio Oriente NordAfrica è uno di questi mercati che hanno beneficiato di vari programmi di allentamento monetario negli ultimi sette anni. Inoltre, noi crediamo che rafforzare il quantitative easing in Giappone o in Europa aumenterebbe il volume di scambi nella regione nel mondo”.

euronews: “Standard & Poor’s è negativa per quanto riguarda i prezzi del petrolio. L’agenzia di rating ha tagliato le sue previsioni sul Brent e sul West Texas. Ciò coincide con la riduzione del numero di impianti estrattivi dovuta ai prezzi bassi del petrolio. Più dettagli in Business Snapshot”.

Standard & Poor’s ha ridotto le previsioni sui prezzi del petrolio per il 2015, dopo che lo scorso mese una decina di istituzioni internazionali avevano preso la stessa decisione. Secondo l’agenzia di rating il rialzo dei prezzi potrebbe richiedere tempi lunghi.

Per il 2015, Standard & Poor’s prevede che il Brent resti intorno ai 50 dollari al barile e il WTI intorno ai 45. Per l’anno prossimo ritiene che saliranno rispettivamente a 55 e a 50.

Le imprese energetiche statunitensi, la scorsa settimana, hanno dal canto loro ridotto il numero di impianti estrattivi in funzione, alimentando le aspettative di una riduzione della produzione.