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Dopo lo scandalo Volkswagen, a rischio la reputazione delle auto tedesche

Questione di “reputation”, direbbe chi mastica il gergo angolofono della comunicazione. E’ la reputazione, infatti, a essere in gioco nello scandalo

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Dopo lo scandalo Volkswagen, a rischio la reputazione delle auto tedesche

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Questione di “reputation”, direbbe chi mastica il gergo angolofono della comunicazione.

E’ la reputazione, infatti, a essere in gioco nello scandalo delle emissioni truccate che ha travolto Volkswagen. Non solo la reputazione della casa di Wolfsburg, ma anche quella di BMW, Mercedes, insomma dei grandi marchi che incarnano l’eccellenza dell’industria dell’auto tedesca.

Un modello a cui molti automobilisti hanno imparato a guardare con rispetto. Almeno finora.

“Dopo lo scandalo che è emerso, sento di non potermi più fidare di quello che dicono. Come potrei? E su quali presupposti? Ora non ne sono più sicura”.

“Non penso che comprerei una Volksagen o un qualche altro marchio tedesco, dopo quello che è successo”.

Già emergono i primi segni del contagio. La rivista tedesca Autobild riporta i risultati dei test su strada della BMW X3 20d che, secondo le rilevazioni della testata, supererebbero di sei volte i limiti fissati dalla normativa europea per le euro 6.

Il professor Martin Gorning, del German Institute for Economic Research, ricorda che “l’industria dell’auto è tra le più importanti in Germania. E Volkswagen è un marchio leader. La domanda è: cosa possono fare a questo punto? Tentare di limitare il danno rendendo più trasparenti le modalità per testare le emissioni? Coinvolgere lo Stato nel sistema dei controlli? Questo potrebbe certamente restituire parte della fiducia perduta”.

Mentre procede l’inchiesta interna di Volkswagen per identificare i responsabili della truffa, il gruppo sta mettendo da parte 6 miliardi e mezzo di euro per coprire i costi derivanti dalla crisi. Ma molti dubitano che possano essere sufficienti.