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L'effetto farfalla dei dati europei e americani sulle borse mondiali

Il tono del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è sembrato pessimistico e ha messo in luce le spinte deflazionistiche

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L'effetto farfalla dei dati europei e americani sulle borse mondiali

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Il tono del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è sembrato pessimistico e ha messo in luce le spinte deflazionistiche sull’economia europea e ha confermato l’impegno a proseguire il programma di quantitative easing dopo il 2016.

Questo intervento ha peró deluso il mercato azionario europeo.

Nemmeno il rapporto sulla situazione del mercato del lavoro americano ha aiutato Wall Street a chiudere la settimana senza perdite.

Questi due eventi hanno gettato un’ombra sugli scambi e le valute in Medio Oriente. Diamo uno sguardo a quello che è successo sui mercati globali e sul MENA la scorsa settimana e poi torniamo in studio.

Come previsto, la BCE il 3 settembre 2015, ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse allo 0,05%, il livello piú basso della storia. Il Presidente della BCE, Mario Draghi ha annunciato, che la BCE alzerà dal 25% al 33% il limite della quantità di un’emissione
di titoli di Stato acquistabile da Francoforte, un indizio che potrebbe indicare che il programma potrebbe protrarsi ben oltre il 2016.

Il capitale che Francoforte ha intenzione di immettere sul mercato ammonta di 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016 (per un totale di 1140 miliardi di euro di liquidità, che dovrebbero ammorbidire i danni causati dal calo dei prezzi).
L’euro ha perso quasi l’1% contro il dollaro, mentre le azioni sono salite dopo le dichiarazioni di Draghi. Ma, la settimana si è conclusa con perdite sulla maggior parte delle borse europee, fino a circa il 2%.

Nel rapporto di agosto sulla disoccupazione negli Stati Uniti, si sono registrati 173mila nuovi posti di lavoro, inferiori alle attese, con un tasso di disoccupazione sceso al 5,1%.
Numeri che hanno aumentato l’incertezza sulla reazione della Federal Reserve e dopo la notizia, ingenti sono state le perdite registrate a Wall Street durante tutta la settimana, oltre il 3 per cento.

Queste tendenze globali hanno gettano un’ombra sulla regione araba, che ha chiuso una settimana in perdita e aperto la nuova in rosso.


MENA, 6 settembre:
Kuwait -1.59%
Egitto -0.30%
Arabia Saudi +0.61%
Abu Dhabi +0.70%

Kuwait e l’Egitto hanno aperto la settimana rispettivamente a -1.59% e -0,30%. Abu Dhabi e Arabia Saudita aprono invece in positivo con un + 0,70% e un +0.61% dopo l’annuncio di domenica, in cui l’Arabia Saudita ha dichiarato che gli investitori stranieri saranno proprietari del 100% delle loro attività al dettaglio e all’ingrosso.
Una nuova mossa per attirare investimenti e diversificare la propria economia.

Daleen Hassan, euronews: “Per approfondire i temi e e tendenze dei mercati azionari è con noi come sempre Nour El deen al Hammoury, chief market strategist di ADS securities, Abu Dhabi. Dopo mesi dall’inizio del programma di quantitative easing, dall’Eurozona giungono dati contrastati, che non consentono di spingere l’inflazione verso quei livelli che possono essere considerati un successo delle politche di stimolo. Cosa ne pensi di quanto accaduto dopo le dichiarazioni di Draghi?”

Nour El deen al Hammoury :“È ancora presto per dire se il programma di quantitive easing della BCE sia stato un successo o un fallimento. Ma, è vero che molti sono stati i dati contrastati nelle ultime settimane, alcuni positivi e altri negativi. Tuttavia, il calo dell’inflazione è dovuto soprattutto al recente calo dei prezzi dell’energia. La cosa buona è che l’inflazione è rimasta stabile negli ultimi quattro mesi.

Le dichiarazioni del Presidente della BCE sono state, in generale, considerate accomodanti. Il mercato azionario ha chiuso in positivo giovedì scorso, con gli operatori che hanno visto nell’aumento del limite massimo delle emissioni acquistabili tramite quantitative easing un segnale di una futura espansione del programma.

Il giorno dopo, però, i listini non sono riusciti a restare in positivo e hanno ceduto i guadagni dato che, ad ogni modo, l’ammontare degli acquisti non è aumentato, e che la Bce ha anche tagliato le stime di crescita e inflazione. Dunque, aspettiamo di vedere nuovi segnali di efficacia del programma”.

Daleen Hassan euronews: “Nour si dice che “le cattive notizie rappresentino buone notizie per i mercati. Perchè il dato negativo delle buste paga americane non ha aiutato Wall Street la scorsa settimana?”.

Nour El deen al Hammoury : “Ci sono periodi in cui la reazione del mercato azionario alle cattive notizie è positiva, dato che trader e investitori credono che il rialzo dei tassi sarà rimandato e che le politiche accomodanti proseguiranno ancora a lungo.

Tuttavia, recentemente è cambiato qualcosa, soprattutto con la prosecuzione del dibattito su un possible primo rialzo dei tassi da parte della Fed e la conseguente incertezza dei mercati.

Pertanto, questa correlazione è cambiata: dati positivi sono considerati buone notizie, mentre numeri negativi sono considerati negativi. Ecco perchè si attende la decisione della Fed delle prossime settimane.”

Daleen Hassan, euronews: “Vista la confusione sui mercati azionari europei e statunitensi e i bassi prezzi del petrolio, su quale base gli investitori del Medio Oriente possono prendere le loro decisioni in modo sicuro?”

Nour El deen al Hammoury :“Stiamo tutti aspettando che la Fed esprima il suo giudizio, il quale indicherà la strada da percorrere nei prossimi mesi o almeno fino a fine anno, dato che le sue decisioni potrebbero portare a nuovi interventi di politica monetaria nei mercati emergenti, soprattutto dopo che hanno cominciato a temere un possibile rialzo dei tassi, nonostante la Fed non lo abbia ancora fatto e probabilmente non lo farà a breve.
Qui, vorremmo che trader e investitori fossero incentivati a non sopravvalutare le prossime decisioni delle banche centrali, soprattutto per quanto riguarda la Fed nel mese di settembre, come successo dopo la Cina. Lo stesso vale per i titoli azionari MENA: i mercati sono ancora incerti per quanto riguarda i prezzi del petrolio greggio. Nonostante l’aumento superiore al 20% in questi ultimi giorni, non si è ancora stabilizzato sui mercati.”