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Migranti, l'accoglienza tedesca si nutre di pragmatismo economico

Cartelloni di benvenuto e decine di volontari accolgono i rifugiati all’arrivo dei treni nelle stazioni tedesche. A questo flusso di proporzioni

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Migranti, l'accoglienza tedesca si nutre di pragmatismo economico

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Cartelloni di benvenuto e decine di volontari accolgono i rifugiati all’arrivo dei treni nelle stazioni tedesche. A questo flusso di proporzioni senza precedenti, la Germania sta aprendo le braccia. Si stima che saranno in tutto 800mila, entro la fine dell’anno, a mettere piede in quella che considerano una terra promessa.

Ma, dietro lo slancio di solidarietà tedesco, c‘è anche una buona dose di pragmatismo. La Germania ha un tasso di disoccupazione al 6,4%, da fare invidia a tanti partner europei, ma una popolazione che invecchia. Negli ambienti economici, molti sollecitano una corsia accelerata per integrare i migranti nel mercato del lavoro.

Con 670mila nascite all’anno e 870mila decessi, la crisi demografica è già in atto. Il tasso di natalità è tra i più bassi d’Europa, con poco più di un figlio per donna.

Solo il 13% della popolazione ha meno di 15 anni e il 22% ne ha meno di 25. Gli ultra-sessantacinquenni rappresentano invece il 20% del totale e diventeranno un terzo della popolazione entro il 2060.

In queste condizioni, la Germania avrà sempre più bisogno di manodopera straniera. Almeno fino al 2050, secondo le stime degli esperti. Non a caso, quando la crisi finanziaria falciava posti di lavoro nell’Europa del sud, Berlino invitava a farsi avanti i diplomati di quei Paesi.

Stando ai dati forniti dalla Confindustria tedesca, oggi in Germania mancano 140mila ingegneri, programmatori e tecnici specializzati.

Se non verranno presi provvedimenti per frenare questa tendenza, è prevedibile che nel 2020 ci sarà un ammanco di 1,8 milioni di lavoratori e di 3,9 milioni entro il 2040.

La carenza di manodopera è un problema comune a vari settori, compresi quello ospedaliero, alberghiero e l’artigianato. Quest’anno, potrebbero rimanere vacanti fino a 40mila contratti di apprendistato. Le iniziative per coinvolgere lavoratori stranieri si vanno infatti moltiplicando.

Prima di assumere un rifugiato o un richiedente asilo, la legge impone alle imprese di dimostrare che nessun candidato tedesco abbia i requisiti richiesti. Una norma di cui un numero crescente di aziende chiede ormai la revisione.