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L'impatto della rivoluzione digitale sul mercato del lavoro

Questa settimana uTalk risponde a Franck da Bruxelles, ecco la sua domanda: “La rivoluzione digitale nelle imprese, i progressi tecnologici e la

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L'impatto della rivoluzione digitale sul mercato del lavoro

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Questa settimana uTalk risponde a Franck da Bruxelles, ecco la sua domanda: “La rivoluzione digitale nelle imprese, i progressi tecnologici e la robotica distruggono più posti di lavoro di quanti ne creano?”

La risposta è affidata a Per Strömbäck, fondatore e direttore di Netopia, un forum sulla società dell’informazione.

“Questa non è la prima volta che la tecnologia viene accusata di distruggere posti di lavoro. Il presidente di Google, Eric Schmidt, che non può essere accusato di essere un nemico della digitalizzazione, lo scorso anno ha parlato di una gara tra esseri umani e computer e ha detto che l’uomo deve vincere – dice Per Strömbäck – Secondo il suo punto di vista la velocità del cambiamento è più veloce in questa era e potrebbe essere più difficile adattarsi per gli esseri umani e la società. Questa è la sfida”.

“Altri si concentrano sul fatto che alcuni lavori possano essere eseguiti da robot – aggiunge Strömbäck – Ma i giardinieri, i parrucchieri, i commercianti, per esempio, sono figure professionali che non possono essere sostituite dai robot”.

“È un fenomeno che ha luci e ombre, ma una cosa è certa: la tecnologia digitale porta in molti casi ad aumenti della produttività. Ma spetta ai proprietari della società, ai dirigenti della società, e a noi come società decidere come utilizzare questi aumenti di produttività – sostiene il fondatore di Netopia – Possiamo utilizzarli per la razionalizzazione che porta via posti di lavoro o possiamo usarli come degli investimenti, per una migliore formazione, per nuove opportunità. Quindi si tratta di scelte da compiere all’interno della società”.

“Ma non con l’atteggiamento di attendere la fine dei vecchi lavori e l’arrivo dei nuovi. È più una questione di responsabilità e di scelta. Questa è un’occasione storica e sta a noi decidere cosa farne”,conclude Per Strömbäck.

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