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Warm festival: andare oltre la guerra

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Warm festival: andare oltre la guerra

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Sarajevo, simbolo della resistenza durante la guerra di Bosnia, ospita il festival della fondazione Warm, dove cineasti, ricercatori e giornalisti si interrogano su come coprire e raccontare un conflitto. Tra i partecipanti, giornalisti che coprirono l’assedio di Sarajevo.

Vildana Selimbegovic, redattore capo:

“Durante gli oltre mille giorni d’assedio, il giornale ‘Oslobodenje è uscito tutti i giorni. La redazione così come il centro stampa hanno continuato a lavorare, il che vuol dire che il giornale è arrivato ai nostri lettori e non solo”.

È lo spirito di Sarajevo-città multietnica e resistente che Suada Kapic ha voluto preservare in questo museo, grazie al suo impegno sono stati digitalizzati documenti, video e foto dell’assedio durato dal 1992 al 1996, il più lungo della storia moderna.

La fondatrice del museo ha incontrato euronews in un luogo altamente simbolico, all’epoca arrivare in quella che era considerata terra di nessuno significava rischiare la vita.

Suada Kapic:

“Ho trascorso 4 anni a analizzare quanto è accaduto e come è stato possibile sopravvivere in simili condizioni. 24 ore di spari continui, cecchini ovunque, non c’era acqua, cibo, non c’era elettricità, non c’erano scuole, istituzioni. Niente. Mi chiedo come sia stato possibile passare 4 anni in questo modo.
Penso che dietro quest’incredibile capacità di sopravvivenza, ci sia stata una gran voglia di vivere”.

Che Esad Gotovusa ha dimostrato. Tecnico di una televisione bosniaca, ha improvvisato una televisione mobile a bordo del suo camioncino, con mezzi quasi rudimentali è riuscito a raccontare la guerra, trasmettendo le immagini grazie a ponti radio.

“La situazione era particolarmente difficile, si faceva tutto in analogico, si filmava, si montava e si mandava in onda, in fretta e furia”.

Il Warm festival compie il suo secondo anno di vita, i suoi ideatori vogliono andare oltre i conflitti, come ci spiega il presidente della fondazione:

Rémy Ourdan, presidente della Fondazione Warm:

“Noi abbiamo raccontato le guerre e le sue conseguenze, ma il progetto è andare oltre. LA fondazione è stata creata dai cittadini di Sarajevo e dai giornalisti, oggi è aperta anche agli artisti e ai ricercatori, a chiunque possa dare il suo contributo per la verità”.