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Grecia: un paese polveriera

Questa è Atene oggi. Un città paralizzata e semi deserta a tre giorni dal referendum e alla vigilia delle due manifestazioni del fronte del ‘Sì’

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Grecia: un paese polveriera

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Questa è Atene oggi. Un città paralizzata e semi deserta a tre giorni dal referendum e alla vigilia delle due manifestazioni del fronte del ‘Sì’ (movimento socialdemocratico) e del ‘No’ (sinistra antagonista), previste per venerdí sera in centro. La gente compra solo l’indispensabile ed evita di muoversi molto.

Ioannis Chatzitheodosiou, presidente dell’associazione dei commercianti di Atene: “Un’azienda con 10 dipendenti, non ha guadagnato nulla la scorsa settimana. Come si fa ad andare avanti? Ci sono tre modi: licenziare, adottare le ferie forzate d’estate o non pagare piú”.

Ecco perché le strade sono vuote. Il blocco delle attività bancarie, l’introduzione dei controlli sui capitali di lunedì scorso, la mancanza di carburante e la scarsità di generi alimentari rendono il paese una polveriera.

Marios Kaloidas, direttore generale di Elviart SA: “Il mercato pretende liquidità, tutti vorrebbero ricevere soldi alla consegna della merce, lo abbiamo detto ai nostri clienti. Abbiamo chiesto di essere pagati (in contanti), altrimenti non consegnamo.”

Secondo la camera di commercio le vendite sono calate dell’80-90%, nonostante sia iniziato un peridoo di forti sconti per incentivare gli acquisti.

Symela Touchtidou, euronews: “Ci siamo trovati in un territorio sconosciuto” dicono gli uomini d’affari greci che non si sono mai trovati in situazioni simili, e avvertono che se le banche rimarrano chiuse la prossima settimana ci sarà una serie di conseguenze a catena e decine di vittime tra i dipendenti.”