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Usa: quale strategia contro ISIL?

La strategia dell’amministrazione Obama contro ISIL è considerata troppo debole dal 63% degli statunitensi, ma una grande maggioranza non vuole

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Usa: quale strategia contro ISIL?

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La strategia dell’amministrazione Obama contro ISIL è considerata troppo debole dal 63% degli statunitensi, ma una grande maggioranza non vuole impegnare truppe sul terreno.
Per studiare il dilemma, un think tank ha creato un gruppo co-presieduto dall’ex segretario di Stato Madeleine Albright e dall’ex consigliere per la sicurezza Stephen Hadley.

“Vorrei che gli Stati Uniti riaffermassero che questa regione è importante per noi – sottolinea Hadley -, che implica interessi nazionali legati alla sicurezza degli Stati Uniti e abbiamo bisogno di essere coinvolti, impegnati nel modo giusto, ascoltare le voci della regione, sostenere la loro aspirazioni per il loro futuro, ma impegnandoci direttamente. “

Della Task force fa parte l’ex ambasciatore americano in Egitto, Francesco Riccardione, che dichiara: “Certo, l’ISIL deve essere contrastato. Si tratta di un gruppo criminale e violento. Dev’essere applicata la forza. Ma bisogna che i governi lavorino con gli interessati nell’area. Abbiamo bisogno di costruire dove stanno distruggendo “.

La strategia statunitense dovrà quindi guardare anche oltre la lotta all’ISIL.

“Washington è alla disperata ricerca di una nuova strategia in Medio Oriente – spiega il corrispondente di euronews a Washington, Stefan Grobe -. Ma il problema è che la lotta contro l’ISIL sta dominando l’ordine del giorno. E molti qui pensano che a stabilire una nuova linea politica non sarà l’amministrazione Obama, ma il prossimo presidente.”