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Programmi di sorveglianza, il Senato Usa non proroga il Patriot Act

Dopo le rivelazioni di Edward Snowden, il Senato statunitense sembra incapace di prendere una posizione coerente sul tema delle intercettazioni

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Programmi di sorveglianza, il Senato Usa non proroga il Patriot Act

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Dopo le rivelazioni di Edward Snowden, il Senato statunitense sembra incapace di prendere una posizione coerente sul tema delle intercettazioni.

Prima la Camera Alta del Congresso blocca il Freedom Act, disegno di legge passato con maggioranza schiacciante alla Camera che avrebbe messo fine all’indiscriminata raccolta dati delle telefonate degli americani.

Salvo poi, nelle votazioni successive, bloccare un provvedimento completamente di senso opposto, ovvero la proroga di quel Patriot Act che (sulla scia degli attentati dell’11 settembre) aveva dato origine ai famigerati programmi di sorveglianza svelati dall’ex informatico della Cia.

All’origine del caos i disaccordi all’interno della maggioranza repubblicana, con il candidato alle primarie presidenziali Rand Paul impegnato a sabotare le manovre del leader della maggioranza Mitch McConnell.

Il Senato si riunirà nuovamente il 31 di maggio. Anche in caso di via libera da parte di entrambe le camere, però, l’estensione del programma è tutto fuorché assicurata, alla luce della recente sentenza di una corte federale che ha dichiarato illegale la raccolta dati da parte dell’NSA.