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Egitto, pena di morte per l'ex presidente Morsi. Stato di massima allerta in Sinai: uccisi 3 giudici

Un sentenza che sta infiammando l’Egitto. Il deposto presidente Mohamed Morsi è stato condannato a morte dal Tribunale del Cairo per aver organizzato

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Egitto, pena di morte per l'ex presidente Morsi. Stato di massima allerta in Sinai: uccisi 3 giudici

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Un sentenza che sta infiammando l’Egitto. Il deposto presidente Mohamed Morsi è stato condannato a morte dal Tribunale del Cairo per aver organizzato un’evasione di massa dal carcere di Wadi El-Natroun durante la rivoluzione del 25 gennaio 2011 contro il regime di Hosni Mubarak.

Insieme a Morsi, primo presidente eletto democraticamente nella storia dell’Egitto, evasero altri 30 detenuti, mentre oltre 20mila fuggirono da altre prigioni dell’Egitto. Tra questi diversi membri del movimento libanese di Hezbollah e militanti palestinesi di Hamas.

Ora per l’esecuzione dell’ex presidente e di altri 105 membri della formazione politica Fratelli musulmani si attende il via libera del Gran Mufti, la massima autorità legale islamica del Paese. Solo dopo la sua decisione il tribunale emetterà un verdetto finale previsto per il 2 giugno. Dopodiché gli imputati potranno ricorrere in appello.

Intanto è stato di massima allerta nel Sinai. Poche ore dopo l’annuncio della condanna di Morsi alcuni uomini armati, forse legati all’Isil, hanno ucciso tre giudici e ferito un quarto. In un clima sempre più teso, arriva l’appello del co-fondatore di “Libertà e Giustizia”, braccio politico dei Fratelli musulmani. Un appello rivolto alla comunità internazionale a intervenire contro quello che nell’Egitto di Al Sisi è già stato definito un verdetto politico.