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Viaggio nelle classi britanniche alla vigilia delle elezioni

I cambiamenti nel panorama dell’istruzione con le “free schools” nel Regno Unito e il crescente numero di abbandoni della professione fra i docenti

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Viaggio nelle classi britanniche alla vigilia delle elezioni

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I cambiamenti nel panorama dell’istruzione con le “free schools” nel Regno Unito e il crescente numero di abbandoni della professione fra i docenti del Paese sono i temi di questa puntata di Learning World.

Le “free schools”, fra novità e polemica

Visitiamo il Canary Wharf College, tra le prime “free schools” ad aprire. Si trova a Tower Hamlets, uno dei quartieri più disagiati di Londra ed è una scuola molto diversa dalle altre. Il numero di studenti per classe è limitato a venti, il programma comprende diverse lingue e attività fisiche, la giornata scolastica è più lunga.

Secondo i loro detrattori, la flessibilità del programma, delle ammissioni e della gestione delle finanze delle “free schools” crea disparità con le altre scuole.

Quattrocento “scuole libere” sono in attività o pronte ad aprire. Ricevono la stessa somma di finanziamento per alunno delle altre scuole, ma a differenza delle altre controllano totalmente la propria spesa, perché il finanziamento arriva direttamente dal governo centrale,invece di passare attraverso quello locale.

Le “free schools” danno più potere ai presidi che possono assumere insegnanti non abilitati e possono essere flessibili sulla raccolta e la gestione di fondi supplementari.

Fuga dalla classe

Nel nostro secondo servizio incontriamo Jeremy, un insegnante che non rinuncerebbe mai alla propria classe, ma vi parliamo anche di storie completamente diverse dalla sua.

Secondo un sondaggio pubblicato ad aprile da uno dei sindacati dei professori, un alto numero di insegnanti da poco abilitati, quasi il 40%, dopo un anno lascia la classe. Tra di essi c‘è Emma, una ventottenne che dopo aver insegnato in scuole statali britanniche per tre anni, ha deciso di trasferirsi all’estero per lavorare in una scuola internazionale.

Gli insegnanti sostengono che i cambiamenti al programma decisi dal governo e il peso delle ispezioni scolastiche aumentino il carico di lavoro. Daniel ha lasciato l’insegnamento statale e adesso fa il consulente per i giovani che vogliono accedere alle migliori università e per le scuole che vogliono adattare i nuovi programmi al mondo del ventunesimo secolo. Secondo lui, la scuola è troppo concentrata sulla preparazione degli studenti finalizzata a superare gli esami.

Gli studenti si trasformano in politici

Seguiamo un dibattito elettorale simulato alla Holy Family Catholic School di Londra. Un gruppo di ragazzi di 17 e 18 anni è impegnato in campagna elettorale. Rappresentano sei partiti politici britannici: il Labour, i conservatori, i liberal-democratici, i verdi, il partito anti-immigrazione Ukip e il partito satirico Monster Raving Loony. Si discute di immigrazione, istruzione e abbassamento dell’età minima per votare a 16 anni.

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