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Google Adwords: il segreto del successo che non piace all'Antitrust

Quando è stato ideato nel 1996, la missione di Google era quella di “organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili”. Lo

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Google Adwords: il segreto del successo che non piace all'Antitrust

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Quando è stato ideato nel 1996, la missione di Google era quella di “organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili”.

Lo slogan non ufficiale, coniato da un ingegnere del colosso californiano, è “non essere malvagio”. Una promessa che – sostengono i critici – Google non mantiene.

L’idea di Larry Page e Sergey Brin nasce da un progetto di ricerca, quando erano entrambi dottorandi alla Stanford University. Nel giro di pochi mesi, Google è diventato il primo motore di ricerca al mondo.

Oggi gestisce oltre un milione di server su tutto il pianeta ed elabora oltre un miliardo di richieste di ricerca al giorno. Nell’ottobre scorso, la classifica Interbrand ha valutato Google il secondo marchio più prezioso al mondo dopo Apple, con una valutazione equivalente a 101,4 miliardi di euro.

La sua miniera d’oro è la pubblicità che rappresenta il 99% dei profitti. La formula magica si chiama AdWords, un programma di sposorizzazione che veicola la pubblicità in base al sito e verso un determinato segmento di pubblico.

AdWords è diventato oggetto del contendere, con i rivali di Google che, mentre tentano di copiarlo, sostengono che l’algoritmo favorisca i prodotti sponsorizzati.

E ‘Big-G’ è finito sotto osservazione da parte delle Authority alla Concorrenza, sia negli Stati Uniti che in Europa: nel 2011, la Commissione Federale al Commercio degli Stati Uniti ha avviato un’indagine, raccogliendo nove milioni di documenti e le denunce di aziende come TripAdvisor e Amazon che accusano Mountain View di danneggiare i loro affari.

Nel 2013, l’agenzia governativa ha stabilito che Google non ha abusato della sua posizione. La multinazionale californiana ha però accettato di abbandonare alcune delle pratiche più controverse.

Tuttavia, un rapporto interno, reso pubblico il mese scorso, ha rivelato che alcuni funzionari della Federal Trade Commission americana avrebbero chiesto di perseguire Google per pratiche anticoncorrenziali.