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Germanwings: uno dei piloti fuori dalla cabina, cercava disperatamente di rientrare

Mistero sul motivo per cui non ci fosse nessun altro dell'equipaggio e non abbiano funzionato le procedure di emergenza per aprire la porta.

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Germanwings: uno dei piloti fuori dalla cabina, cercava disperatamente di rientrare

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“Prudenza” invocano gli inquirenti. Ma certo le rivelazioni, che per primo ha fatto il New York Times sugli ultimi minuti del volo della Germanwings, schiantatosi martedì sulle alpi francesi destano inquietudini.

Uno dei due piloti era fuori dalla cabina quando l’aereo ha cominciato a perdere quota. E non riusciva a rentrare. A rivelarlo un ufficiale militare francese, impegnato nelle indagini.

La “scatola nera” ha registrato i tentativi di colui che aveva lasciato il comando di comunicare col collega, senza risultati. Di bussare alla porta, alla fine addirittura di forzarla.

Alla plancia era rimasto il co-pilota, meno esperto: 630 ore di volo appena, contro le oltre 6 mila del comandante.

Perché questi fosse fuori senza che nessuno dell’equipaggio fosse entrato al suo posto, come prevede la norma. E, soprattutto, perché non riuscisse a rientrare nonostante la procedura contempli anche un codice di emergenza utilizzabile dall’esterno, restano domande al momento inevase.

Ma sono quelle sulle quali devono concentrarsi le indagini, per verificare se non di atto terroristico né di incidente si sia trattato, ma la tragica verità sia nel comportamento anomalo di quel pilota che, asserragliato in cabina, ha smesso di comunicare.

La compagnia aerea low cost del gruppo Lufthansa, in un comunicato, ha fatto sapere di non aver avuto alcuna comunicazione dagli inquirenti in merito a quanto riportato dai media. Non è in grado, dunque “né di confermare né di smentire”. E ha aggiunto che cercherà di ottenere più informazioni ma “non intende partecipare ad alcuna speculazione”.