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"Volevano unirsi all'ISIL". Adolescenti australiani fermati all'aeroporto

Dopo il caso dei due giovani fratelli di 16 e 17 anni, il premier Tony Abbott ha annunciato una stretta contro i reclutamenti di nuovi, potenziali jihadisti

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"Volevano unirsi all'ISIL". Adolescenti australiani fermati all'aeroporto

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Il caso di due adolescenti australiani fermati venerdì all’aeroporto di Sydney mentre provavano a raggiungere una non meglio specificata “zona di conflitto” induce l’Australia a una stretta contro il reclutamento di nuovi, potenziali, jihadisti.

A sottolineare l’urgenza di un rinnovato sforzo nella lotta all’ISIL è stato lo stesso premier Tony Abbott.

“Troppi australiani sembra che stiano subendo un lavaggio del cervello da questi venditori di un culto di morte – ha detto Abbott -. I due adolescenti che l’altro giorno hanno provato a raggiungere il Medioriente e che sono stati fermati all’aeroporto sono un ulteriore esempio del richiamo esercitato da questo culto di morte. E’ quindi importante che si faccia di tutto per schiacciare questa minaccia”.

Il fermo dei due giovani, fratelli di 16 e 17 anni poi riconsegnati ai genitori, è stato salutato dal Ministro dell’immigrazione Peter Dutton come un successo, che ha salvato non solo la loro, ma potenzialmente anche la vita di numerosi altri australiani.