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Cina: inquinata e in frenata, anche il Capitalismo Rosso affronta le riforme

Il capitalismo rosso è ingolfato e Pechino cerca di riformare il modello economico cinese. L’annuncio arriva dal premier Li Keqiang all’apertura dei

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Cina: inquinata e in frenata, anche il Capitalismo Rosso affronta le riforme

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Il capitalismo rosso è ingolfato e Pechino cerca di riformare il modello economico cinese. L’annuncio arriva dal premier Li Keqiang all’apertura dei lavori del Congresso annuale dell’Assemblea nazionale del popolo.

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Le difficoltà che avremo di fronte quest'anno potrebbero essere più grandi di quelle affrontate in passato, per questo è cruciale avviare le riforme

Il capo del governo comunista ha annunciato alla platea dei circa 3mila delegati provenienti da tutto il Paese anche la necessità di portare avanti la lotta all’inquinamento, che ha definito una “piaga”.

“I problemi profondi dello sviluppo economico del Paese sono sempre più evidenti – ha detto Li Keqiang – Le difficoltà che avremo di fronte quest’anno potrebbero essere più grandi di quelle affrontate in passato, per questo è cruciale avviare le riforme”.

Il governo vuole mettere fine ai monopoli pubblici che paralizzano l’economia e liberalizzare il sistema finanziario.

Un avvertimento al Giappone: l’aumento del 10% del budget per le spese militari.

Le altre priorità sono la lotta alla corruzione e all’inquinamento. 14 membri del parlamento cinese, tra i quali anche due vice presidenti, sono stati esclusi dall’assemblea perché sotto indagine per corruzione, mentre è stato visto da oltre 155 milioni di persone un documentario di una ex giornalista della tv di Stato sul tumore diagnosticato alla figlia quando era ancora nel grembo materno.

Pechino ha la necessità di avviare una crescita più sostenibile anche di fronte al crollo del mercato immobiliare, fino a qualche mese fa motore dell’economia insieme alle esportazioni.

Tianjin Binhai, nel nord-est della Cina, doveva diventare una zona economica speciale, ma la Manhattan d’Oriente oggi è una città fantasma.

“Non credo che la previsione di crescita al ribasso dell’economia cinese sia così spaventosa – sostiene il professore dell’Istitito di Tecnologia di Pechino e analista politico, Hu Xingdou Il punto è se la Cina è in grado di realizzare una transizione economica, di riammodernare il tessuto industriale e di innovare. Su quest’ultimo punto non sono molto ottimista”.

Il governo vuole far ripartire il motore della crescita attraverso l’innovazione. L’obiettivo è un salto di qualità nella produzione verso prodotti di alta gamma.

Una sfida che apre al periodo della ‘Nuova normalità’, in cui si prevede una crescita più moderata e che non colpisca il mercato del lavoro. Una priortià del regime di fronte al crescente malcontento sociale.