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Lo scempio di Mosul, l'Unesco: "danno non solo a cultura, è strategia del terrore"

Condanna dal parlamento iracheno e dal premier curdo: "l'Isl è contro l'umanità e is uoi valori".

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Lo scempio di Mosul, l'Unesco: "danno non solo a cultura, è strategia del terrore"

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Forze delle tenebre, nemici del presente, del futuro e del passato dell’Iraq. Così ha commentato lo scempio al museo di Mosul compiuto e ripreso in video dai jihadisti del sedicente Stato islamico il presidente del Parlamento iracheno, Salim al Jubury.

Le opere, preislamiche, sono state distrutte perché considerate “idolatria”. Qualche originale si è fortunatamente salvato, perché ospitato a Baghdad o all’estero.

Il presidente francese, François Hollande ha definito “barbarie” quella compiuta da parte dei terroristi.

‘‘Distruggere quel museo e i suoi manufatti è stato un grande danno alla civiltà mondiale – ha detto il premier curdo Nechirvan Barzani – Il mondo è addolorato davanti a questa distruzione’‘.

‘‘Con questa azione lo Stato islamico ha dimostrato ancora una volta di non essere solo contro l’umanità, ma anche contro tutti i valori e il patrimonio dell’umanità’‘, ha continuato il premier curdo. Barzani ha quindi chiesto di non alimentare il contrabbando delle opere che, invece, sono state trafugate.

Anche l’Unesco ha espresso sdegno per il compimento di un disegno volto ad alimentare la paura.

“Questa tragedia – ha affermato il direttore generale Irina Bokova – non riguarda solamente la cultura. È una grande questione di sicurezza. Sappiamo bene che i terroristi utilizzano la distruzione del patrimonio nell’ambito di una strategia di terrore per destabilizzare e manipolare la popolazione e assicurare il loro dominio”.

Una strategia non nuova, quella applicata dall’Isil. Già compiuta da altri propagatori di violenza, anche nel recente passato. Basti pensare ai Buddha di Bamiyan, distrutti dai talebani il 12 marzo del 2001.

Un danno considerato “incalcolabile”, come quello che gli esperti giudicano sia stato fatto a Mosul.