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I sindacati puntano il dito contro McDonald's per frode fiscale

Il rapporto "Unhappy meal" sostiene che ci sia stata evasione per un miliardo di euro, grazie a un accordo col Lussemburgo.

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I sindacati puntano il dito contro McDonald's per frode fiscale

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Indagate anche su McDonald’s. È la richiesta che scaturisce dal rapporto di tre confederazioni sindacali, secondo le quali il colosso del fast food avrebbe evaso tasse per un miliardo di euro in cinque anni in Unione Europea.

Si tratta della Epsu, formata dai rappresentanti del settore pubblico europeo, la Seiu omologa statunitense e l’altra europea Effat, che rappresenta i lavoratori del turismo e dell’agroalimentare, tutte associate alla Ong britannica War on Want che lotta contro la povertà.

Il loro rapporto, denominato ‘‘Unhappy meal’‘-, denuncia con dovizia di particolari la strategia che
sarebbe stata adottata per eludere le tasse. Si parte dal trasferimento della sede europea di McDonald’s dalla Gran Bretagna alla Svizzera, con la creazione di una “scatola” lussemburghese, filiale della casa madre elvetica.

A essa è stata conferita la gestione della “proprietà intellettuale”, incanalandovi il flusso dei pagamenti delle royalties.

Risultato: una struttura che conta in tutto 13 impiegati, ha realizzato utili per 3,7 miliardi di euro tra il 2009 e il 2013, pagando su essi appena 16 milioni di euro di tasse. Un’aliquota inferiore allo 0,45 per cento.

Pablo Sanchez, dell’Epsu, sostiene che “sempre più società lo fanno, sta diventando quasi impossibile monitorarle tutte…mentre milioni di cittadini devono pagare regolarmente le loro tasse”.

Fra le vittime dell’evasione ci sarebbe anche il fisco italiano, anche se McDonald’s Italia smentisce categoricamente “di aver mai avuto rapporti finanziari con alcuna società operante in Lussemburgo”. Il rapporto viene definito “totalmente inesatto” e
si conclude che “le supposizioni riportate dal rapporto non hanno nulla a che vedere con McDonald’s Italia” perché essa “rispetta le normative vigenti e paga egolarmente le tasse in Italia”.

Sotto accusa sono i “tax ruling” siglati dal 1991 in poi tra multinazionali e granducato, mentre primo ministro lussemburghese era l’attuale presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker, già oggetto di aspre critiche per le vicende che dipingono il suo Paese come “paradiso fiscale”.

Ora questi accordi sono nel mirino di una commissione speciale all’Europarlamento e, per i quali, sono già sotto indagine tra gli altri Fiat e Amazon.

Il segretario generale della Epsu, Jan Willem Goudrian, chiede alla commissione europea, alla commissione parlamentare e agli stati membri di “indagare attentamente” sulle attività fiscali di McDonald’s, affermando che: “è vergognoso vedere che una compagnia europea multimiliardaria, che già paga bassi salari alla sua forza lavoro, cerca pure di evitare le sue responsabilità di pagare un’equa parte delle tasse più che necessarie per finanziare i servizi pubblici sui quali contiamo tutti”.