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Donald Tusk, un uomo nuovo in Europa

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Donald Tusk, un uomo nuovo in Europa

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L’Unione europea ha un nuovo volto, quello di Donald Tusk, neo Presidente del Consiglio europeo. L’ex Premier polacco succede al belga Herman Van Rompuy.
Portatore di un nuovo spirito e un nuovo stile di gestione poitica. Più giovane rispetto al predecessore, ma con una lunga esperienza alle spalle e il carisma adatto a garantirgli la credibilità del ruolo. Contro di lui la scarsa conoscenza del francese e un inglese un po’ incerto.

“So che siete un po’ nervosi per questo cambiamento. Lo sono anche io” ha detto Tusk durante il passaggio di testimone con Van Rompuy riferendosi alle persone in sala, aggiungendo: “E forse anche un po’ più di voi. Ma vi prometto che passerà presto. E’ un grande onore per me iniziare a lavorare qui. E sarà una sfida interessante da affrontare”.

Durante i sette anni da Primo Ministro della Polonia, Tusk ha avuto modo di conoscere bene gli altri leader europei e di farsi apprezzare per i successi economici compiuti in patria.

Scelto all’unanimità dai 28 capi di stato europei, può contare sulla stima di Angela Merkel, ma anche su una certa capacità di dialogo con David Cameron. Due elementi non proprio scontati.

La sua nomina mette l’accento anche sull’importanza che Bruxelles intende dare all’Est europeo. Soprattutto in un momento delicato nelle relazioni con Mosca a causa della crisi nell’est dell’Ucraina, Tusk, che conosce bene la Russia, ha del resto già annunciato che il dossier ucraino sarà tra i primi a essere affrontati.

Per discutere in dettaglio quello che dobbiamo aspettarci dalla Presidenza Donald Tusk Euronews ha intervistato Piotr Maciej Kaczinsky, docente all’Istituto europep della Pubblica amministrazione.

Euronews
Il predecessore di Tusk, Herman Van Rompuy è stato definito dalla stampa “Mister Invisibile”. In parte per la sua nota mancanza di carisma, in parte per la discrezione utilizzatadietro le quinte nei negoziati tra i leader europei. Quali sono le qualità del nuovo Presidente?

Piotr Maciej Kaczinsky
Credo che Herman Van Rompuy, debba anche essere definito “Il signore del compromesso”. Ed è per questo che è stato scelto ora Donald Tusk. Un Premier che ha dato la prova di essere anche un grande leader carismatico, vedremo come si muoverà in questa nuova posizione”.

Euronews
Sappiamo già che non parla molto bene francese e che sta prendendo lezioni per migliorare il proprio inglese. Quanto è importante conoscere bene le lingue per poter comunicare con gli altri leader?”.

Piotr Macej Kaczinsky
Qualche mese fa lo stesso Tusk ha fatto una battuta su questo dicendo che avrebbe “ripulito il suo inglese” (in inglese “I’ll polish my english) entro il 1 dicembre. Dobbiamo capire quanto è stato capace di farlo. Credo comunque che Tusk parli già un inglese più che adeguato, in grado di garantirgli la comunicazione con gli altri leader

Euronews
Sappiamo già che ad esempio ha un buon livello di tedesco, considerato quanto sono importanti le relazioni con la Germania e Angela Merkel, è un buon segno no?

Piotr Macej Kaczinsky
E’ fondamentale. Si tratta di una relazione importantissima. E sul fronte linguistico potremmo restare sorpresi da Tusk. Durante le conferenze stampa Herman Van Rompuy
è sempre passato dall’olandese, all’inglese e al francese. Tusk potrebbe passare dal polacco, all’inglese al tedesco.

Euronews
Passiamo ora alle principali sfide che lo attendono. Partendo dalla riforma dell’Unione europea. Cosa che il Regno Unito richiede da tantissimo tempo di fare minacciando di uscire. Quale sarà la strategia che intende utilizzare Tusk per dialogare con Cameron?

Piotr Macej Kaczinsky
Si deve arrivare a un accordo tra il premier britannico, Cameron o chi altro sarà eletto dopo il voto del prossimo anno,e gli altri leader europei. E’ una questione di importanza fondamentale. Perché in caso contrario può condurre all’apertura di un vaso di Pandora e nella peggiore delle ipotesi portare davvero all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Euronews
Sul fronte della politica estera, invece, la sfida principale riguarda sicuramente la Russia. E la crisi in Ucraina, ma anche la dipendenza energetica europea dal gas russo. Da uomo politico polacco, Tusk potrebbe essere la figura giusta in grado di bilanciare altre figure, come quella della Mogherini, che hanno un approccio meno deciso verso Putin?

Piotr Macej Kaczinsky
E’ stato Tusk ad aver lanciato l’idea di un’unione energetica la primavera scorsa. Insieme a quella dell’indipendenza energetica e della necessità di arrivare a un accordo sul clima. Si tratta di questioni legate tra loro, che insieme potrebbero rappresentare un’eredità importante per l’Ue.
Quando si parla di Russia e Ucraina, la crisi è sempre a portata di mano. Tusk ha una percezione diversa della Russia rispetto a quella che hanno altri leader europei. Perchè la conosce molto meglio degli altri. Per questo credo che potrebbe aiutare a definire politiche più realiste.