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Ucraina, il voto visto da Mosca: "elezioni non democratiche"

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Ucraina, il voto visto da Mosca: "elezioni non democratiche"

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I filorussi si fermano all’8% in Ucraina. Un risultato che sancisce l’uscita del parlamento di Kiev dall’orbita di Mosca.

All’indomani delle elezioni legistative, il Cremlino riconosce la validità del voto, ma continua a sbandierare il timore per la presenza dei nazionalisti nella Rada, definendoli molto pericolosi.

Un giudizio sospeso su un’elezione che ha dato, per la prima volta, la maggioranza ai partiti filo-occidentali. Anche se in realtà la grande avanzata dei nazionalisti, pronosticata dai media russi, non c‘è stata.

Il partito radicale dell’ultranazionalista Oleg Lyashko è fermo al 6-7%. Peggio ha fatto Svoboda: il movimento di estrema destra protagonista della rivolta di piazza Maidan dovrebbe entrare in parlamento per un soffio.

Messe da parte le strumentalizzazioni, nella tarda mattinata di questo lunedì, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ammette che i risultati delle elezioni dovrebbero favorire l’attuazione degli accordi di pace di Minsk per le regioni russofone dell’est.

A Petro Poroshenko tocca il compito di costruire una coalizione in parlamento.

Il suo schieramento è arrivato ben al di sotto del traguardo del 30% auspicato alla vigilia. Un indebolimento che rischia di ripercuotersi non tanto sull’integrazione europea e sulle riforme, quanto sul dialogo con Putin per consolidare il processo di pace nelle regioni orientali.

Andrei Belkevich, euronews: Mosca segue con attenzione l’esito delle elezioni parlamentari in Ucraina. In collegamento con noi dalla capitale russa Alexei Pushkov, presidente della commissione parlamentare per gli Affari Esteri.

Onorevole Pushkov, la prima domanda è: possiamo considerare questo voto democratico? Mosca ne riconosce la legittimità?

Alexei Pushkov, presidente della commissione parlamentare russa per gli Affari Esteri: Mosca riconosce questo voto. Ma per quanto riguarda il suo carattere democratico, io, personalmente, ho delle serie riserve. Perché credo che in questa situazione di guerra continua, anche se limitata all’Ucraina dell’est, una parte considerevole della popolazione orientale non abbia potuto partecipare alla votazione. Questo significa che le elezioni non sono state in grado di coinvolgere tutti gli elettori del paese.

A parte questo, tutti noi conosciamo il clima in cui si sono svolte queste elezioni: i deputati sospettati di tutelare gli interessi del precedente governo sono stati letteralmente gettati nel cassonetto, si è creato un clima di isteria attorno al partito comunista e si è voluto impedire al Partito delle Regioni di proporre i propri candidati. Ecco perché, dal mio punto di vista, queste elezioni non sono state democratiche.

euronews: Per la prima volta nella storia, la Rada non ospiterà deputati del partito delle Regioni e del partito comunista, formazioni filo-russe. In che modo Mosca prevede di costruire relazioni con Kiev?

Alexei Pushkov: Personalmente non vedo il partito delle Regioni e i comunisti come partiti filo-russi, credo anzi che siano partiti molto pro-Ucraina. La loro assenza in parlamento riduce la rappresentatività della Rada. Si noti, inoltre, che il 47% degli elettori non è andato alle urne. Anche questo dice tanto: la gente non sapeva per chi votare tra i partiti presenti che reppresentavano solo la piattaforma nazionalista. Più semplicemente, non hanno trovato i loro candidati sulla scheda. Non dimentichiamo questa circostanza. Per quanto riguarda l’attuale composizione della Rada, si va dagli ultra-nazionalisti ai nazionalisti. In che modo la Russia costruirà le relazioni? Credo che la domanda debba essere rivolta all’Ucraina: in che modo l’Ucraina intende costruire una relazione con la Russia? Perché, a mio avviso, l’Ucraina dipende in gran parte dai rapporti commerciali e dalle relazioni economiche con la Russia. Molto più di quanto la Russia dipenda dall’Ucraina. Quindi sta a Kiev, all’Ucraina decidere quale tipo di relazioni vuole costruire con la Russia. In quel caso sarà più chiaro per noi decidere come costruirle.

euronews: Per quanto riguarda la composizione della Rada, alcuni partiti nazionalisti, come Settore Destro non entreranno in parlamento. Questo significa che la minaccia del nazionalismo radicale in Ucraina è stata un po’ sopravvalutata?

Alexei Pushkov: A mio parere, questa minaccia non è stata sopravvalutata. Il nazionalismo radicale è emerso in altri partiti, tra cui il Fronte Popolare di Yatsenyuk. Il partito radicale di Lyachko rappresenta il nazionalismo radicale, e se si contano i voti che sono andati ai vari partiti di estrema destra, il partito di Lyachko, Svoboda e Settore Destro, vedrete che la somma tocca il 15% e questo dato è molto, molto significativo.

A parte questo, in Ucraina le posizioni nazionaliste radicali sono messe in atto nella pratica politica: le rappresaglie contro coloro che non sono d’accordo, la pratica del terrore politico che è stata applicata contro i comunisti. No, non credo che la minaccia sia stata sopravvalutata, continuo a pensare che il nazionalismo radicale giochi un ruolo molto forte.