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Turchia al voto: ultimi sondaggi danno Erdogan presidente al primo turno

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Turchia al voto: ultimi sondaggi danno Erdogan presidente al primo turno

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Domenica più di 53 milioni di elettori turchi sono chiamati alle urne per scegliere direttamente, per la prima volta, il loro presidente della Repubblica. Una tornata elettorale storica per il paese che dovrebbe portare a cambiamenti significativi degli equilibri istituzionali.

Il nuovo presidente dovrà affrontare molte sfide partendo dalla politica interna. Se l’economia resiste alla crisi, il problema principale resta la questione curda.

La politica estera è dominata dai conflitti in Siria e in Iraq. Il governo turco si trova ad affrontare un’emergenza senza precedenti ai suoi confini e già ha dato accoglienza ad oltre 1 milione e 300mila siriani.

‘‘La Turchia affronta da molti anni problemi che non possono essere risolti così facilmente – spiega Mahmut Ovur, editorialista del quotidiano turco Sabah – Dalla questione curda, ai problemi con gli alawiti e le altre minoranze”.

Il grande favorito della vigilia è l’attuale primo ministro Recep Tayyip Erdogan che vuole occupare la più alta carica dello Stato per poi promuovere una riforma presidenziale.

Secondo tutti i sondaggi il premier sbaraglierà i due sfidanti, Ekmeleddin Ihsanoglu, sostenuto dai due principali partiti d’opposizione e il curdo Selahattin Demirtas già al primo turno.

Se sarà eletto, il premier ha annunciato che la sua priorità sarà quella di favorire l’approvazione di una nuova costituzione: “Il presidente eletto dal popolo avvierà il paese verso un sistema semi-presidenziale – sostiene Mahmut Ovur – Cambierà il ruolo del Primo ministro. Anche se manca una disposizione costituzionale su questo tema, il Partito di Erdogan è pronto a intervenire su questo punto’‘.

L’opposizione turca è incapace di reagire a causa della sua eccessiva frammentazione. Negli ultimi 12 anni i partiti anti-governativi hanno perso 8 elezioni consecutive: ‘‘Il problema principale è il fallimento dell’opposizione nel proporre un’alternativa. Un’alternativa che era possibile – conclude il giornalista Mahmut Ovur – Ma come sappiamo, i due principali partiti di opposizione hanno preferito proporre un candidato comune che loro stessi chiamano ‘il candidato ombrello’‘’.

Ex presidente dell’Organizzazione per la cooperazione islamica, il 70enne Ekmeleddin Ihsanoglu è già descritto come il grande perdente. Secondo i sondaggi, supererà a fatica il 35%.

‘‘Le elezioni presidenziali rappresenteranno un punto di svolta per la Turchia – conclude il corrispondente di euronews a Istanbul, Bora Bayraktar – Ad Ankara saranno giornate intense sia nella maggioranza di governo sia tra le fila dell’opposizione. Sembra che sia imminente l’avvio di un processo di trasformazione”.

Melis Ozoglu, euronews: Alla vigilia di un appuntamento storico per la Turchia, è nostro ospite, in collegamento da Istanbul, il presidente dell’istituto A&G, Adil Gür, una delle più qualificate società di sondaggi turche.
Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan e il candidato curdo del Partito della Società democratica, Selahattin Demirtas, sono noti politici. Mentre Ekmeleddin Ihsanoglu è un candidato di coalizione, lontano dalla politica. Il suo è un nome nuovo, crede che sia uno svantaggio per lui?

Adil Gür, presidente istituto A&G: I sondaggi ci dicono che l’80-90% della popolazione conosce Ihsanoglu. Ma conoscere il suo nome non significa che sia politicamente noto. Vale a dire che per essere veramente conosciuto, l’elettorato deve sapere l’opinione del candidato sulle politiche da adottare per risolvere i problemi della Turchia. Ad esempio, qual è il suo parere sulla questione curda, o qual è la sua opinione sulla politica estera della Turchia. È importante che queste posizioni siano conosciute dall’opinione pubblica. Da questo punto di vista, purtroppo, Ihsanoglu, anche se il suo nome è noto, continua ad essere in svantaggio rispetto a Erdogan e Demirtas.

euronews: In queste elezioni non si scelgono i partiti, ma i candidati. Pensa che gli elettori voteranno per il candidato indicato dal loro partito o sarà determinante il voto alla persona?

Adil Gür: Nelle nostre indagini abbiamo visto, rispetto alle precedenti elezioni amministrative, che il 97% degli elettori che votarono per l’Akp, voterà per Erdogan, il 98,4% di coloro che votarono il partito curdo, voterà per Demirtas. Dall’altro lato abbiamo un candidato, Ihsanoglu, che ha ricevuto il sostegno di 10 partiti, ma sembra improbabile che riesca a trattenere tutti i voti della coalizione. C‘è un’alta probabilità che la natura del voto disperda il sostegno politico offerto a Ihsanoglu. Complessivamente le basi elettorali dell’Akp e del Partito curdo sosterranno i loro rispettivi candidati. Mentre Ihsanaglou è destinato a perdere una parte dell’elettorato dei partiti che lo appoggiano, in particolare del Partito repubblicano popolare e del Partito del Movimento nazionalista.

euronews: Se nessun candidato otterrà il 50% al primo turno e il curdo Demirtas sarà fuori gara, a chi guarderà l’elettorato che ha votato per lui?

Adil Gür: In Turchia coloro che votano per Demirtas sono gli elettori di origine curda. Negli ultimi 8-10 anni, solo due partiti hanno ottenuto voti dalla comunità curda: il Partito curdo e l’Akp. Pertanto, gran parte degli elettori curdi voterà per Erdogan. Ma non credo che ci sarà un secondo turno, l’elezione sarà completata al primo turno.
L’ultimo sondaggio condotto tra il 2 e il 4 agosto, in 49 città, su un campione di 5.423 famiglie ha dato questo risultato: il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ottiene il 55,1%, il candidato della coalizione anti-governativa, Ihsanoglu, ottiene il 33.3 , il curdo Demirtas si ferma all’11,6 dei voti. Con questi risultati, Erdogan sarà eletto al primo turno.

Ovviamente, il tasso di partecipazione sarà molto importante. Perché può influenzare il risultato finale dei candidati. Ma, in conclusione, qualunque sia il livello di partecipazione credo che il primo ministro vincerà le elezioni con un risultato compreso tra il 54 e il 56%.