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Un'educazione degna del XXI secolo?

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Un'educazione degna del XXI secolo?

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Una rivoluzione educativa per adattarsi alle esigenze di apprendimento del mondo moderno. Esploriamo alcuni approcci innovativi e poi scopriamo le rivelazioni dell’esperto.

Stati Uniti: le virtù dell’innovazione

Gli educatori valutano il futuro della loro professione e una delle parole più utilizzate è “innovazione”. Un termine diventato concreto nel prestigioso Istituto WYSS di Boston, dove ci si propone di reinventare la medicina del XXI secolo. Esperti internazionali vi si recano regolarmente. Di recente una delegazione delle Università francesi e i dirigenti delle Grandes écoles hanno voluto scoprire come in questa città americana, didattica e ricerca includano idee innovative. Questo istituto privato vicino all’Università di Harvard è definito tra i piú all’avanguardia nella ricerca. Come quella che ha portato alla scoperta di “shrilk” un materiale solido, malleabile, biodegradabile che potrebbe sostituire la plastica o alla ricostituzione di organi umani su microchip.

Le parole chiave qui, sono collaborazione tra discipline e vicinanza con partner professionali, come quella con uno degli ospedali più importanti di Boston. Un approccio all’insegnamento che costituisce i nuovi canali educativi di domani.

Ken Robinson: “Il buon insegnante è un alchimista”

Oltre 25 milioni di persone hanno assistito alle sue conferenze TED: Ken Robinson, consigliere accademico internazionale sull’istruzione, è oggi uno dei più influenti esperti di educazione in tutto il pianeta. Aurora Velez lo ha intervistato a Parigi.

In uno dei suoi ultimi libri, ‘Dell’elemento’, Ken Robinson spiega che i talenti a scuola vengono inibiti: “Spesso – dice – la scuola ignora il reale talento dei giovani e non lo fa emergere.”

“Ci sono grandi opportunità di innovazione nell’organizzazione interna delle istituzioni – ci assicura – la maggior parte dei corsi è ancora organizzata da materie: dividiamo il giorno in piccole fette di 40-50 minuti e suona il campanello ogni 50 minuti. Se un’impresa fosse fondata su questo, andrebbe in bancarotta entro una settimana – e aggiunge -. Quindi, immagino che se organizzassimo la scuola o la comunità di apprendimento in base a dei compiti da fare, vi sarebbe una dinamica molto diversa..”

Per l’esperto, “il buon insegnante è un alchimista: si possono creare cose meravigliose da elementi che sembrano poco promettenti; tutti i ragazzi hanno un grande potenziale, è il ruolo del sistema educativo che deve aiutarli a realizzarlo”.

“Scuola 42” sconvolge i codici

Parigi, la Scuola 42 fondata da, Xavier Niel, intende sconvolgere i codici. Senza esami di ammissione, nessun insegnamento formale e nessun orario: è molto insolito. Gli studenti della Scuola 42 studiano la programmazione del computer usando l’apprendimento peer-to-peer .

La prima sezione di apprendimento inizia con Charlotte, che non ha alcuna laurea e per questo è stata scelta tra 70.000 candidati. Ogni 15 giorni porta a termine le nuove missioni assegnate. Gli studenti lavorano in piccoli gruppi.

Fautore di questa nuova pedagogia è il vice direttore della scuola, Kwame Yamgnane. Come fondatore, ha scoperto che in Francia manca una corrispondenza tra domanda delle aziende e offerta di formazione professionale sulla programmazione dei computer. Questa scuola è progettata per questo. “I valori trasmessi sono completamente differenti dai valori canonici – spiega -. I valori trasmessi ai giovani d’oggi sono orientati fortemente verso il lavoro individuale. Esattamente al contrario di quello che viene fatto oggi nell’era digitale”.

“Se si vuole avere una start up che funzioni – dice – , è necessario disporre di persone che lavorano in modo diverso. Nel nostro sistema attuale, casta assoluta dove se siete nati nel posto giusto è possibile accedere alla scuola buona, per definizione, alla fine si ottiene tutti la stessa cosa, tutti si va nella stessa direzione”.

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