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Ursula von der Leyen: "I giovani disoccupati cerchino lavoro nel nord Europa"


intervista

Ursula von der Leyen: "I giovani disoccupati cerchino lavoro nel nord Europa"

Ministro tedesco del Lavoro e degli Affari sociali, Ursula von der Leyen, 54 anni, è considerata uno dei rivali di Angela Merkel all’Interno del partito conservatore CDU. Nota per la sua visione progressista su temi sociali, in questa campagna elettorale si è allineata alle posizioni dell’attuale governo guidato dalla Cancelliera Angela Merkel.
euronews l’ha incontrata a Berlino.

Kirsten Ripper, euronews:
“Signora Von der Leyen, Lei è ministro del lavoro di un Paese il cui tasso di disoccupazione è talmente basso da far invidia a molti in Europa. Soprattutto la disoccupazione tra i giovani è la più bassa nell’Unione, con meno dell’8%. Lei consiglierebbe ai giovani dei Paesi in crisi di venire in Germania?”

Ursula von der Leyen:
“Io consiglio di vedere dov‘è il lavoro, in Europa. E nel nord Europa, in Germania ma anche in Austria e nei Paesi Bassi c‘è del lavoro. Un milione di posti soltanto in Germania. In questo momento trentatremila posti come apprendisti non sono occupati. E se da altre parti d’Europa i giovani stanno cercando ora del lavoro, questa potrebbe essere una risposta, ma non l’unica. Dobbiamo fare altri passi nel sud dell’Europa per creare opportunità d’impiego, ma dobbiamo anche utilizzare la libertà di movimento, la mobilità del mercato europeo. È un valore importante per il quale ci siamo battuti a lungo e dovrebbe essere messo a disposizione dei giovani, soprattutto in un momento simile”.

euronews:
“Cosa direbbe a coloro che pensano che la Germania stia rubando i cervelli più brillanti ai Paesi in crisi?”

Ursula von der Leyen:
“Credo che in una situazione simile, in cui sei milioni di giovani cercano disperatamente un lavoro o una formazione, occorra dare risposte diverse, perché i giovani possano avere una prospettiva. E se c‘è un offerta di lavoro, credo sia una cosa buona e giusta che i giovani possano apprendere competenze. Un giorno torneranno a casa o andranno altrove in Europa. Io preferisco che questi ragazzi ottengano un impiego in Europa, piuttosto che lascino l’Europa e che vadano in altri continenti”.

euronews:
“Negli ultimi mesi sono stati trasmessi numerosi reportage sulla povertà in Germania, anche tra coloro che hanno un lavoro. Lei è favorevole a un salario minimo in Germania? Ed è favorevole a migliori benefit sociali?”

Ursula von der Leyen:
“Per quanto riguarda il salario minimo, in Germania ci sono dodici categorie con un salario minimo ed è un’esperienza positiva. Tradizionalmente in Germania i partner sociali, sindacati e datori di lavoro, negoziano tutti gli accordi lavorativi – ce ne sono 65mila in vigore in Germania. Hanno le competenze per stabilire qual‘è l’equilibrio corretto tra un salario minimo che assicuri un lavoro pagato equamente, ma che non distrugga il lavoro”.

euronews:
“E Hartz IV?”

Ursula von der Leyen:
“Hartz IV vuol dire che in Germania, le persone che sono disoccupate o che si trovano in condizioni di necessità hanno un minimo assicurato. Ma il secondo passo importante è quello di fare loro delle offerte perché possano lavorare e uscire da Hartz IV, guadagnare un salario, il che è sempre più possibile grazie alla buona situazione economica in Germania. Il numero di disoccupati si è abbassato in modo netto. Ed è per questo che non sarebbe intelligente aumentare Hartz IV perché toglieremmo l’indicazione di guadagnarsi da vivere grazie al mercato del lavoro”.

euronews:
“Lei è molto impegnata in favore delle donne. Come vede il futuro delle quote rosa nei ruoli dirigenziali?”

Ursula von der Leyen:
“In questo momento siamo in una fase in cui si sostiene che le donne non devono soltanto fare lavori di base ma anche lavori di punta. Questo è il significato di quote rosa. In Germania: le medie imprese hanno raggiunto le quote stabilite da parecchio tempo e il 30% delle donne occupano posti da dirigente, ma nelle grandi imprese la presenza femminile nei consigli di amministrazione e tra la dirigenza è molto scarsa. Per questo in Germania abbiamo convenuto che questo inserimento deve avvenire più velocemente. Credo che l’industria capisca meglio quando vengono stabilite delle tabelle di marcia o delle procedure speciali. Penso che entro il 2030 il 30% dei posti nei consigli d’amministrazione dovrebbe essere occupato da donne. Molti studi ci dicono che gli affari vanno meglio quando uomini e donne sono insieme al top. Non perché le donne siano meglio ma perché reagiscono in modo diverso dagli uomini ed hanno una visione più ampia sui rischi ma anche sulle opportunità. È questa situazione più moderna l’obiettivo della Germania”.

euronews:
“Una domanda più personale che Le devo fare da parte di una collega spagnola. Lei ha sette figli e si occupa di suo padre malato. Come riesce a barcamenarsi tra carriera e famiglia?”

Ursula von der Leyen:
“Primo, all’inizio non avevo sette figli. Ma ho fatto un lungo percorso di vita,con bambini piccoli. Prima, come giovane medico, ho fatto le stesse esperienze che molte giovani coppie fanno. Quanto sia complicato trovare una baby sitter, organizzare orari di lavoro flessibili con i datori di lavoro. Questa per me è la cosa più importante all’inizio. La seconda cosa è che mio marito, in quanto padre dei nostri figli, ha reclamato il diritto di passare del tempo coi bambini, lo stesso diritto che anche le madri dovrebbero reclamare. Spero che un giorno non siano più le donne a sentirsi chiedere come riescono a conciliare lavoro e famiglia, ma spero che si possa donare alle giovani coppie, ai padri e alle madri un quadro in cui possano svolgere questo compito tanto arduo, il migliore che possa essere realizzato in Europa: dire sì ai bambini”.

euronews:
“E il problema del tasso di natalità in Germania?”

Ursula von der Leyen:
“Facendo un paragone con i Paesi più industrializzati vediamo che dove i giovani hanno una buona educazione (e grazie a Dio è il caso della Germania) nascono più figli quando la compatibilità tra lavoro e famiglia per padri e madri è maggiore. Il coraggio deve essere maggiore quando si vogliono avere due o tre figli. Ecco perché in Germania, Paese che arriva da una lunga tradizione di scarsa compatibilità tra lavoro e famiglia, i cambiamenti dell’ultimo anno sono stati positivi. Abbiamo anche visto che l’abbassamento del tasso di natalità si è fermato ma occorre un lavoro di ampio respiro, soprattutto in demografia, per arrivare davvero a una svolta”.

euronews:
“Lei è la donna forte al fianco della Cancelliera. Una donna con visione e fermezza, tanto che a suo confronto Angela Merkel è stata definita dal giornalista Nikolaus Blome ‘l’artista dell’esitazione’ Lei sarebbe una cancelliera migliore?”

Ursula von der Leyen:
“Assolutamente no. Ogni generazione ha il proprio cancelliere o la propria cancelliera. La mia generazione è particolarmente ben rappresentata. Angela Merkel è la cancelliera di questo Paese. E credo che se si guarda a come ha guidato in modo esemplare questo Paese attraverso momenti tanto difficili caratterizzati dalla crisi economica e dalla crisi dell’euro, possiamo definirci fortunati ad avere un capo che gode di tanta fiducia e che ha portato avanti una politica così sostenibile”.

euronews:
“Lei non ha problemi a condurre una campagna elettorale tanto intensa per la CDU?”

Ursula von der Leyen:
“Al contrario. È il mio partito e trovo che abbiamo posizioni per le quali valga la pena battersi e io lo faccio con il massimo impegno”.

euronews:
“Lei difende davvero il diritto d’adozione per le coppie dello stesso sesso?”

Ursula von der Leyen:
“Su questo abbiamo in programma un dibattito in autunno. In questo momento altri temi sono prioritari”.

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