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Khamenei: da politico moderato a dittatore

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Khamenei: da politico moderato a dittatore

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In Occidente, lo conosciamo come l’Ayatollah. Messo da parte per un istante il titolo religioso, chi è Khamenei e cosa fa realmente? Con noi per saperne di più Kazem Alamdari, sociologo e professore dell’università statale di California. Prima però guardiamo insieme questo servizio.

Anni 74, l’Ayhatollah Khameney è il garante dei tre principali poteri in Iran. Ha ricoperto un ruolo importante nello sviluppo degli eventi in Medio Oriente.

Comandante in capo delle forze armate, è lui che dichiara guerra e indice i referendum.

Tra le sue prerogative, la nomina dei vertici dell’apparato giudiziario e dei mezzi di comunicazione, e della metà dei membri del Consiglio dei Guardiani. Che vigilano sulle leggi varate dal parlamento e danno il proprio assenso o dissenso ai candidati parlamentari.

Khamenei non è una figura carismatica, nel 2009 la protesta portata avanti dall’onda verde, in occasione delel precedenti presidenziali distrugge i manifesti del leader al grido di “via il dittatore”.

Immediata la repressione contro la popolazione. Mirhossein Moussavi and Mehdi Karoubi, due candidati alle elezioni sono ancora agli arresti domicialiari.

L‘Āyatollāh Khāmeneī è largamente considerato il simbolo della classe dirigente conservatrice del Paese.

Nel 1997 un tribunale tedesco giudicò Khamenei e l’allora presidente Akbar Hashemi-Rafsanjani mandanti dell’attentato che fece tre morti, tutti esponenti dell’opposizione, a berlino.

Khamenei parla di se stesso come di un rivoluzionario, si definisce poco diplomatico. Aggettivi che stridono con il ruolo importante che riveste, è lui che prende decisioni come quelle inerenti la relazione con gli Usa e il programma nucleare.

Ali Kheradpir, euronews: – Il ruolo di Khamenei, politico e religioso, è previsto dalla Costituzione. Esiste un caso analogo sulla scena internazionale?

Kazem Alamdari:
“La guida suprema, massimo esperto della sciaria, ha un potere illimitato. Nel mondo possiamo trovare un paio di dittatori, che vanno contro legge, sì, ma non vi è nessun caso di Costituzione che attribuisca poteri di questo tipo .
È il risultato di due fattori: la fusione di due istituzioni, religiosa e governativa;
così come il fatto che la carica del leader supremo sia a vita.
Questi due fattori, combinati con lo spirito assolutistico di Khamenei creato una situazione unica”.

- Come giudica il percorso che l’ha portato al potere. È stato legittimito, secondo lei?

“Il suo arrivo al potere è stato il risultato di una cospirazione contro il delfino di Komeini, l’ Ayatollah (Hosseinali) Montazeri, membro del Consiglio degli esperti.
Dopo la morte di Khomeini, Rafsanjani sostenne che Khomeini voleva fare di Khamenei una guida suprema. A dispetto del fatto che nel testamento di 30 pagine, il leader della rivoluzione non avevsse fatto assolutamento cenno di questo.

Dopo la morte di Khomeini, Khamenei e RAfsanjani si sono spartiti il potere, mettendo in disparte il figlio di Khomeini; Ahmad.

Due qnni dopo quest’ultimo è morto in circostanze sospette. E Khamenei e Rafsanjani hanno iniziato a prendere strade diverse.

Rafsanjani guarda avanti, Khamenei resta rivolto al passato. È avverso all’Occidente e a tutto quello che è modernità.
Con il suo atteggiamento totalizzante, coadiuvato dalle forze militari e dalle frange più conservatrici della popolazione, Khamenei è riuscito a far fuori dalla scena politica anche Rafsanjani”.

-Parlando del movimento riformista, delel ultime elezioni, possiamo dire che Khamenei ha interferito nel processo elettorale?

“Si, è una cosa normale per lui. Nel terzo anno di mandato di Ahmadinejad, disse che il presidente non doveva pensare alla fine del suo incarico, piuttosto prepararsi a ulteriori cinque anni.
Sempre nelle ultime presidenziali, Khamenei ha usato la propria influenza per avvantaggiare Ahmadinejad a discapito di Mousavi .
Per Khamenei un presidente dall’atteggiamento moltoautonomo, potrebbe essere visto come una sfida e una minaccia al suo potere assoluto.
Sempre lui ha bloccato la candidatura di Khatami e Rafsanjani alle attuali presidenziali”.

-Qual‘è la sfida più importante nel futuro prossimi per Khamenei?

“È rappresentata dal movimento per la libertà delel donne, da democrazia e uguaglianza, da crisi economica, sanzioni e isolamento. Queste sono le sfide che affronterà Khamenei”.