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Due anni di austerità in Portogallo: meno crescita, piu' disoccupazione ma migliora la valutazione dei mercati

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Due anni di austerità in Portogallo: meno crescita, piu' disoccupazione ma migliora la valutazione dei mercati

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Garofani e canti rivoluzionari. Sembra il 1974 e invece è il Portogallo del 2013, due anni dopo l’entrata in vigore delle politiche di austerità seguite al piano di salvataggio del maggio 2011.
Joaquim Pinto da Silva è tra i 5 milioni di portoghesi emigrati all’estero, da oltre 28 anni vive e lavora a Bruxelles, dove è proprietario della libreria Orfeu. Come osserva la situazione del Portogallo all’estero?
“L’eccessiva spesa statale nella burocrazia- dice- deve essere eliminata attraverso il taglio di quei settori inutili, creati negli ultimi 20-30 anni, un vero fardello per l’economia portoghese e non licenziando i dipendenti pubblici, come continuano a ripetere”.

Il Portogallo ha sottoscritto con la Troika un piano di aiuti per un totale di 78 miliardi di euro. Per rientrare nel programma il Governo guidato da Pedro Passos Coelho ha aumentato tasse, ridotto i servizi sociali e licenziato dipendenti pubblici.

In due anni sono aumentati disoccupazione,-passata dal 12.9% al 18.2%; deficit e debito pubblico, quest’ultimo passato dal 106% al 123%. A diminuire soltanto la crescita, che dal -1,6% è passata al -2,3%.

Da sempre terra di emigrazione il Portogallo ha visto partire in appena due anni oltre 240.000 cittadini, circa il 2% della popolazione. Tra loro Sara Poeta, che lavora a Bruxelles come radiografa.

“Sono perfettamente consapevole delle agevolazioni che ho avuto in quanto cittadina comunitaria. Poter partire, lavorare in un altro paese senza alcuna difficoltà. A questo punto, però, non sono affatto sicura che continuare far parte dell’Unione europea sia ancora la soluzione migliore. Dobbiamo pensare a tutti i portoghesi che stanno soffrendo, che non hanno soldi o cure mediche. Per i portoghesi restare nell’euro è davvero la soluzione migliore?”.

Una delegazione di eurodeputati è partita per Lisbona alla fine del mese di aprile. Per Diogo Feio, tra i partecipanti alla missione, l’Europa dovrebbe concedere maggiore tempo al Paese per rispettare gli impegni presi, aiutando la crescita. “Non ci sono clienti cui vendere i prodotti dice abbiamo bisogno di far tornare a crescere l’economia. Dobbiamo trovare l’equilibro tra il consolidamento dei conti pubblici da un lato e lo stimolo alla crescita. Al momento c‘è un evidente sbilanciamento tra questi due aspetti”.

Tra gli eurodeputati c‘è anche chi come Marisa Mathias crede che la soluzione sia una radicale rinegoziazione degli accordi con la Troika: “E’ chiaro a tutti ormai. Questo governo ha perso ogni legittimità. Gode ancora di quella democratica, perchè eletto, ma ha perso quella dell’esercizio delle sue funzioni. Non è riuscito in nessuno degli obiettivi che si era prefissato. E’ stato solo in grado di approvare misure contestate sistematicamente.

Il Portogallo intanto è tornato a emettere titoli sul mercato dei debiti sovrani. La prova, per l’esecutivo, che l’austerità sta dando i suoi frutti.

Approfondiamo la questione dell’austerità in Portogallo con Ricardo Costa, redattore capo del giornale Expresso, in collegamento da Lisbona.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Il Portogallo sarà come l’Irlanda e rispetterà gli impegni con la troika nei tempi prestabiliti o rinegozierà il debito come la Grecia?”

Ricardo Costa, Expresso:
“Dal punto di vista finanziario, dal punto di vista dei mercati e se guardiamo il rating del debito, il Portogallo sta seguendo i passi dell’Irlanda con alcune settimane di ritardo ma sta recuperando. Gli interessi sul debito sono scesi a livelli che nessuno avrebbe potuto immaginare alcuni mesi fa. Il problema è che il successo finanziario non significa successo in termini economici, per quanto riguarda il bilancio e la cosiddetta economia reale, in particolare per quanto riguarda la crescita economica che non tornerà subito e la disoccupazione che ha cifre allarmanti in Portogallo.

Isabel Marques da Silva:
“Bisogna dunque parlare di una certa fatica sociale. Per esempio nel nuovo pacchetto sull’austerità, il governo ha deciso di creare tasse sostenibili per i pensionati, quando invece alcuni economisti pensavano che sarebbe stato meglio applicarla su alcuni fondi di investimento, o su transazioni economiche. Perché non lo hanno fatto?”

Ricardo Costa, Expresso:
“In un momento in cui l’economia sta veramente vacillando, qualsiasi azione di governo su gruppi economici, su transazioni economiche o investimenti finanziari potrebbe indebolire ulteriormente l’economia portoghese. Il governo non vuole fare questo, quindi dove puo’ raccogliere fondi? attraverso le pensioni e le riforme.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Quale sarà l’impatto su educazione e sanità con il licenziamento di 30 000 funzionari e con tagli del 10% nei bilanci dei ministeri? Quale sarà la risposta dell’opinione pubblica al degrado di tali servizi?”

Ricardo Costa, Expresso:
“L’impatto potrebbe essere molto forte soprattutto se la riforma sarà fatta in fretta. Si fa un po’ di mitologia sulle dimensioni del servizio pubblico in Portogallo. Non è vero che il Portogallo ha piu’ impiegati della media europea. non è vero che la qualità del servizio è pessima. Ci sono stati uffici pubblici che sono stati riformati perché possano funzionare con meno personale e in modo piu’ efficiente. Ma ce ne sono altri che non sono affatto preparati e saranno completamente disturbati dalla riforma.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“L’opposizione chiede le dimissioni del governo. C‘è tensione tra i due partiti nella coalizione di governo. La crisi politica è solo un fantasma o c‘è una possibilità concreta di elezioni anticipate? e quale sarà l’impatto in sul rispetto degli impegni con la troika?

Ricardo Costa, Expresso:
“Penso che la crisi politica esista all’interno del governo e il sostegno dell’opinioni al governo sia minore di quanto fosse quando è stato eletto. I due partiti e il presidente della Repubblica sanno che se alla crisi finanziaria ed economica aggiungessimo la crisi politica, si metterebbe a rischio il piano di aggiustamento e di assistenza finanziaria”.