ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Mercato auto: tutti a Shanghai per superare la crisi europea

Lettura in corso:

Mercato auto: tutti a Shanghai per superare la crisi europea

Dimensioni di testo Aa Aa

Duemila case automobilistiche, 111 nuovi modelli e oltre 800 mila visitatori: sono solo alcuni dei numeri del Salone dell’Auto in corso in questi giorni a Shanghai.

Nonostante un inaspettato calo delle vendite a marzo, la Cina ha da tempo soppiantato Europa e Stati Uniti come primo mercato automobilistico del pianeta. Non sorprende, dunque, la massiccia presenza di gruppi stranieri, con marchi come Volkswagen che, oltre alle fabbriche, puntano ad aprire migliaia di concessionari.

Situazione praticamente agli antipodi di quella del Vecchio Continente: secondo l’Associazione dei costruttori europei di automobili quest’anno le vendite rallenteranno ancora del 3,3%, a 11,8 milioni di unità. Nel frattempo gli Stati Uniti riprenderanno velocità con 15 milioni e mezzo, e la Cina avrà già messo il turbo: 20 milioni.

Una torta troppo golosa per non attirare l’attenzione di Pechino: già oggi, per produrre, i costruttori occidentali devono passare attraverso le joint venture con quelli cinesi. Ma al governo non basta: con le conoscenze tecniche acquisite, vuole che i produttori locali arrivino al 40% del mercato, andando così a intaccare il dominio di americani e tedeschi.

Il campo di battaglia sta diventando il settore “premium”, a metà tra la fascia media e quella alta. Il simbolo della nuova classe produttiva cinese.

Per comprendere meglio le dinamiche di questo mercato, Euronews ha raggiunto a Shanghai Frédéric Banzet, direttore generale del costruttore francese Citroën.

Antoine Juillard, Euronews: “Torniamo un attimo sulla recente attualità e sul nuovo calo del mercato europeo nel mese di marzo. Le vendite di Peugeot Citroën, in un anno, sono scese del 16%: di quali mezzi disponete per frenare questa caduta della domanda che non sembra fermarsi?”

Frédéric Banzet: “Il mercato europeo dell’auto è calato del 25% tra il 2007 e il 2012: in numeri assoluti significa 4 millioni di macchine che prima venivano acquistate da clienti in Europa e oggi non più. Davvero non stiamo osservando segnali che permettano di prevedere un rimbalzo. Quindi ci aspettiamo, per quest’anno, un calo del mercato nell’ordine del 5%. E’ difficile scorgere il minimo segnale, Germania compresa, che permetta di prevedere un rimbalzo quest’anno o l’anno prossimo.”

Euronews: “I dati negativi delle vendite nel mese di marzo in Europa ci portano necessariamente a temere nuovi tagli nei posti di lavoro nelle fabbriche del gruppo Peugeot-Citroën, rispetto a quelli già annunciati”.

Frédéric Banzet: “Era evidente che la recessione molto forte del mercato europeo ci obbligasse, sfortunatamente, a ristrutturare in Europa. E’ una decisione molto difficile da prendere, molto pesante, che abbiamo cercato di mettere in atto nel modo più responsabile possibile da un punto di vista sociale, essendoci impegnati a non lasciare alcun dipendente da solo di fronte al problema dell’impiego. Stiamo lavorando ad un rilancio, da qua a 2 anni, che dovrà riportare il gruppo PSA Peugeot-Citroën in attivo, in termini di liquidità, alla fine del 2014. E’ sempre una decisione molto difficile da prendere, dover sopprimere dei posti di lavoro. Sfortunatamente è proprio lo stato del mercato che ci spinge a prenderla”.

Euronews: “Le chiavi della ripresa per Peugeot-Citroën, e quindi per Citroën, sono l’internazionalizzazione e il rinnovamento della gamma? Sono queste le due chiavi del successo?”

Frédéric Banzet: “Sì, sono convinto che l’internazionalizzazione e il rinnovamento della gamma siano proprio le due chiavi del successo. Innanzitutto essere meno dipendenti dall’Europa e aumentare la nostra presenza su mercati in crescita e là dove ci sarà la crescita del mercato dell’automobile. In secondo luogo il rinnovamento della gamma, per accrescere il valore nei due marchi del gruppo. E, per quello che mi riguarda, dentro Citroën, che sta crescendo in termini di notorietà e immagine e si sta trasformando completamente. Da una parte con la nostra linea “C” che, come posizionamento, si evolverà verso uno stile ancora più forte e attraente, con delle auto amichevoli e intelligenti, con un costo di utilizzo molto contenuto, un uso intuitivo. E poi la gamma “DS”, che ha un posizionamento “premium” ma unico nel suo genere, in cui siamo credibili perché siamo francesi. Per cui, dire che Citroën ispira un tipo di lusso alla francese è sicuramente un posizionamento credible che possiamo dimostrare nelle nostre vetture”.